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Sopracciglia foltissime: da Frida Kahlo a Cara Delevingne, la moda del 2014

Illustrazione FAB CIRAOLO

Illustrazione FAB CIRAOLO

Ogni volta, quell’appuntamento dall’estetista è come l’ascesa al patibolo, parti lentamente, citofoni, entri e ti stendi su quel lettino come se fosse quello di una sala operatoria. Ad ogni strappo pensi che saresti voluto nascere uomo e così provi a distrarti leggendo una rivista. Tra una maledizione e l’altra, nei confronti della donna in camice bianco, ti capita davanti un primo piano della figlia di Madonna, Lourdes Leon, la quale a 16 anni possiede già una mega casa nell’ Upper East Side di Manhattan ma non si ritrova 5 euro per sistemarsi quelle sopracciglia, da far invidia ad Elio di Elio e le storie tese, sfoggiate con così tanta disinvoltura e non capisci se rappresenta un atto sovversivo o semplicemente la cattiveria di una madre che dice a destra e a sinistra: “Talia chi bedda ca è me figghia” pur avendocene di Zia Cammelina di Piedimonte Etneo.

Una sola domanda ti frulla per la testa in quel momento: “perché lei può ed io no?” e continuando a sfogliare ti accorgi che le sopracciglia folte, anzi foltissime sono la moda del 2014.

Ringrazi cielo, stelle e tutti i santi del paradiso, perché tra lavoro, corse in macchina, casa, ti ritrovavi sempre più spesso, davanti lo specchietto retrovisore, al semaforo, a sfoltirti le sopracciglia, ma ora non ce ne sarà più bisogno! Nei secoli ce l’avevano preannunciato già Frida Kahlo e Cicciolina, le sopracciglia importanti mettono la firma ad un look d’impatto e l’ha capito bene anche la super top Cara Delevingne.

 
   

Tantissimi altri nomi dello spettacolo mondiale hanno deciso di seguire questa giusta moda, dandoci anche suggerimenti su come infoltire le striminzite sopracciglia. Basta solo un po’ di make up: ombretto sfumato e matita di tutte le tonalità.

 

Sopracciglia invisibili e rasate di Mina, sarete solo un ricordo. Poi ci sono quelle che c’hanno provato e non ci sono riuscite.

 

 

 

 

FRAmeEte, i ricami indossateli sugli abiti e non sui vostri visi.

Università di Catania