
È stata proposta, per tutelare il dialetto siciliano, una petizione attraverso una lettera inviata al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e al Presidente della Regione Sicilia.
Il siciliano è una lingua neolatina al pari dell’italiano e già intorno alla prima metà del XIII secolo costituì la prima lingua letteraria italiana nell’ambito della Scuola siciliana, influenzando anche i poeti toscani che a loro volta influenzarono il toscano letterario da cui è nata la nostra lingua italiana. Esso, attualmente, è oggetto di ricerca del Centro di Studi filologici e linguistici siciliani con sede a Palermo. L’UNESCO stesso riconosce al nostro dialetto lo status di lingua madre. Nonostante tutto, oggi, il siciliano non gode di alcuna tutela. Infatti, la legge nº 482/1999 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” prevede in una sua parte che “la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo” escludendo, dunque, altri dialetti tra cui proprio il siciliano. Per questi motivi, attraverso una petizione, si chiede una legge ad hoc o anche un emendamento alla legge 482/1999 prima citata, affinché anche la lingua siciliana venga riconosciuta come minoranza linguistica storica.
Chiunque può contribuire a questa causa firmando la petizione nel sito change.org .
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