L’obiettivo di fermare definitivamente la produzione di auto con motore endotermico dal 2035, approvato nel 2023, si avvia a essere superato dall’Unione Europea. La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha infatti dato il via libera a una riforma cruciale delle norme sul clima, approvando il testo con 48 voti a favore e 30 contrari.
Al posto del taglio del 100% delle emissioni inizialmente previsto, la commissione propone un target meno rigido: una riduzione dell’87,5% delle emissioni di COâ‚‚ rispetto ai livelli del 2021. Si tratta di una soglia persino più contenuta rispetto all’ipotetico 90% avanzato dalla Commissione europea, che lascia di fatto aperta la porta alla produzione e vendita di veicoli a benzina e diesel di nuova generazione anche oltre la scadenza fissata.
La maggioranza di centro guida la svolta: le posizioni dei gruppi europei
Sebbene non si tratti dell’ultimo passaggio normativo dell’iter comunitario, la direzione politica appare chiara. L’accordo ha trovato la sintesi tra le principali forze di centro: Popolari (PPE), Socialisti (S&D) e i liberali di Renew Europe. A sostenere questa linea convergono anche la Commissione e il Consiglio europeo, spinti dai governi di Germania e Francia.
Si spaccano invece le opposizioni sulle ali estreme dello schieramento politico: da un lato Sinistra e Verdi contestano il ridimensionamento delle ambizioni ecologiche, mentre dall’altro la destra di Fratelli d’Italia, Lega e Futuro Nazionale si mantiene su posizioni contrarie.












