Nel piano strategico inviato dal sindaco metropolitano Enrico Trantino alla Regione Siciliana in vista della prossima Legge di Bilancio all’ARS, spicca per portata innovativa il progetto dedicato alla mobilità pubblica dell’area nord: la “City Line”. Per la sola fase di progettazione di questa metropolitana leggera sopraelevata sono stati richiesti 25 milioni di euro, inseriti nel pacchetto complessivo da 251 milioni di interventi destinati a Catania e alla sua provincia.
L’infrastruttura punta a risolvere in modo definitivo uno dei nodi storici del traffico metropolitano: la costante congestione viaria che quotidianamente interessa i flussi di pendolari in entrata e in uscita dal capoluogo etneo.
Il tracciato: collegamento diretto tra la fascia pedemontana e la Stazione Centrale
La “City Line” nasce con l’obiettivo di intercettare il bacino d’utenza dei Comuni dell’area nord etnea, tra cui Gravina di Catania, Mascalucia, Tremestieri Etneo e Sant’Agata li Battiati.
La scelta della tipologia sopraelevata a sede propria permetterà di bypassare la viabilità ordinaria, spesso paralizzata nelle ore di punta, offrendo tempi di percorrenza certi ed elevati standard di frequenza. Il tracciato è ideato per connettere la fascia pedemontana direttamente con:
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I principali nodi d’interscambio della metropolitana cittadina gestita da FCE;
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La Stazione Centrale di Catania, per garantire una perfetta integrazione con il trasporto ferroviario regionale e nazionale.
Gli obiettivi: intermodalità e riduzione delle emissioni
L’opera non rappresenta soltanto una risposta infrastrutturale, ma un cambio di paradigma verso una mobilità integrata e sostenibile. Catania e la sua prima cintura urbana costituiscono un sistema da oltre un milione di residenti e pendolari: decongestionare le arterie d’accesso alla città consentirà di:
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Abattere i tempi di spostamento per studenti e lavoratori fuori sede;
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Ridurre il numero di autovetture private in circolazione;
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Diminuire l’impatto ambientale e le emissioni di CO₂ nell’intera area metropolitana.
I 25 milioni di euro richiesti consentiranno l’avvio della progettazione esecutiva e di fattibilità tecnico-economica, passaggio fondamentale per poi accedere ai successivi canali di finanziamento nazionali ed europei dedicati alle grandi opere su ferro.












