Diciotto anni dopo la drammatica rapina nella sua gioielleria a Nicolosi, si riaprono le prospettive di libertà per Guido Gianni. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la grazia parziale in favore dell’orafo catanese d’adozione, riducendo di tre anni e due mesi la condanna complessiva a 12 anni e quattro mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio.
Il provvedimento presidenziale – tenuto conto dei cinque anni e tre mesi già espiati dal gioielliere e del parere favorevole espresso dal magistrato di sorveglianza – porta il residuo della pena sotto la soglia dei quattro anni, condizione che consentirà ora di valutare l’affidamento in prova ai servizi sociali.
La vicenda giudiziaria del 2008 e il carcere
I fatti risalgono al 2008, quando tre malviventi fecero irruzione nella gioielleria di Gianni aggredendo e minacciando la moglie con un’arma (rivelatasi poi a salve). L’orafo reagì facendo fuoco con la propria pistola: due rapinatori ventunenni persero la vita, mentre un terzo rimase ferito.
Nonostante la linea difensiva sostenuta da Gianni, che ha sempre dichiarato di aver agito esclusivamente per proteggere la vita della moglie, i giudici hanno stabilito che i colpi mortali vennero esplosi mentre i banditi erano già in fase di fuga, escludendo l’ipotesi della legittima difesa. Nel 2022 si erano aperte per l’uomo le porte del carcere di Piazza Lanza, poi seguito dal trasferimento all’Ucciardone di Palermo.
Le reazioni politiche e la commozione della famiglia
La notizia della grazia è stata accolta con profonda commozione dalla moglie dell’orafo, Maria Angela Distefano, che in questi anni aveva promosso una raccolta firme su Change.org: “Ringrazio il presidente Sergio Mattarella per la grazia, anche se parziale. Per me lui è il mio eroe, mi ha salvato la vita mentre subivo violenza”.
L’esito della vicenda ha suscitato reazioni immediate anche nel panorama politico. Il leader della Lega Matteo Salvini, che aveva fatto visita a Gianni in carcere sostenendone la causa, ha commentato parlando di “una bellissima notizia”, ribadendo il principio secondo cui “chi viene aggredito nella propria attività e reagisce per difendere se stesso e i propri cari non può essere trattato come un criminale”. Un plauso al provvedimento è giunto anche dal capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo, Fulvio Martusciello, che ha evidenziato l’equilibrio e l’umanità della scelta presidenziale.
Gli altri due provvedimenti firmati dal Quirinale
Insieme al provvedimento per il gioielliere di Nicolosi, il Capo dello Stato ha firmato altre due grazie individuali:
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Cancellazione della pena residua (5 anni, 5 mesi e 10 giorni): concessa a un uomo classe 1972 condannato a sette anni per reati di droga, in considerazione delle sue gravissime e irreversibili condizioni di salute.
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Sconto di pena (1 anno e 9 mesi): concesso a un quarantacinquenne condannato a dieci anni per reati legati agli stupefacenti, alla luce del positivo percorso di reinserimento sociale e delle precarie condizioni di salute della figlia minorenne.












