Prosegue il dibattito sulle nuove direttive ministeriali volte a limitare l’uso dei telefoni cellulari all’interno degli istituti scolastici. In un’intervista concessa al Corriere della Sera, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha fatto il punto sugli effetti della misura, sottolineando un riscontro sorprendentemente positivo arrivato dagli stessi ragazzi.
Le evidenze scientifiche e la scelta del divieto
Secondo quanto dichiarato dal titolare del dicastero di Viale Trastevere ai microfoni del quotidiano milanese, la scelta di tenere gli smartphone fuori dalle aule poggia su basi scientifiche precise. Numerose ricerche e indagini internazionali confermano infatti come la presenza e l’uso costante dei dispositivi mobili durante il tempo scuola influiscano in maniera nettamente negativa sui processi di apprendimento, sulla concentrazione e sulla memoria.
A differenza di altri strumenti digitali pensati per la didattica (come computer e tablet), lo smartphone rappresenta un elemento di distrazione che ostacola la continuità educativa.
Il favore degli studenti e l’esperienza internazionale
Un dato di rilievo emerso dalle parole di Valditara al Corriere della Sera riguarda la risposta degli studenti. Dopo una fase iniziale di adattamento, si starebbe registrando un cambio di prospettiva tra i banchi: molti giovani si dicono ora favorevoli al divieto, riscontrando un miglioramento nelle relazioni interpersonali e nel clima di classe.
L’Italia, fa notare il Ministro, ha tracciato una strada su cui si stanno allineando anche altri Paesi europei. Tra questi la Svezia, storicamente pioniera nell’integrazione del digitale in aula, che ha scelto di fare un passo indietro per reintrodurre limitazioni analoghe all’uso dei cellulari a scuola.












