
La manovra introduce e proroga una serie di misure a sostegno degli studenti e delle famiglie, con interventi che riguardano il buono scuola per chi frequenta istituti paritari, il costo dei libri di testo e il contrasto alla povertà educativa minorile. Le disposizioni sono contenute negli articoli 104, 105 e 106 e puntano ad alleggerire le spese per l’istruzione e a favorire l’accesso alle opportunità formative.
Tra le misure previste c’è la proroga anche per il 2027 del contributo fino a 1.500 euro per ogni studente iscritto a una scuola paritaria secondaria di primo grado oppure al primo biennio di una scuola secondaria di secondo grado.
Il beneficio è destinato ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 30.000 euro. L’importo effettivo sarà determinato attraverso un sistema di scaglioni, con contributi più elevati per le famiglie con redditi più bassi.
Per finanziare la misura è previsto uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro.
Novità anche sul fronte dei libri di testo, con l’obiettivo di contenere i costi sostenuti da studenti e famiglie. La manovra stabilisce che gli editori dovranno mettere a disposizione, per i libri scolastici e universitari, una versione digitale stampabile a un prezzo inferiore di almeno il 50% rispetto all’edizione cartacea.
Chi acquisterà il formato digitale potrà realizzare, a proprie spese, una sola copia completa del libro per uso personale e di studio, anche rivolgendosi a una copisteria.
Resterà invece vietato condividere, cedere o vendere il file digitale e la copia stampata.
La disposizione introduce anche un vincolo per gli istituti scolastici: non potranno essere effettuate nuove adozioni di libri che non rispettino i requisiti previsti.
Le modalità tecniche di applicazione saranno definite attraverso un decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, d’intesa con il Ministero dell’Università, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.
Le nuove regole sui libri di testo si applicheranno a partire dall’anno scolastico successivo a quello in cui entrerà in vigore il decreto.
Il terzo intervento riguarda il contrasto alla povertà educativa minorile. In particolare, viene esteso anche al 2028 e al 2029 il credito d’imposta del 75% riconosciuto alle fondazioni di origine bancaria che contribuiscono al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Per ciascuno dei due anni è previsto un limite di spesa di 6 milioni di euro.
La misura punta a garantire continuità alle iniziative finanziate dal Fondo, sostenendo progetti e attività rivolti ai minori che vivono in condizioni di svantaggio economico e sociale.
Nel complesso, gli interventi riguardano tre aspetti centrali del sistema educativo: il sostegno economico alle famiglie, la riduzione del costo dei materiali didattici e il contrasto alle disuguaglianze nell’accesso all’istruzione.
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