
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato durante il Question Time alla Camera il blocco totale dei tagli al personale scolastico originariamente previsti nelle tabelle tecniche della manovra. La misura, che aveva sollevato la dura protesta dei sindacati e delle opposizioni, vedrà la sua cancellazione attraverso specifici emendamenti presentati durante l’iter parlamentare: “Intendiamo lavorare affinché, durante l’iter parlamentare della legge di bilancio, la misura del taglio al personale scolastico possa essere eliminata”, ha dichiarato apertamente il ministro.
La norma contestata prevedeva una riduzione di quasi 7.000 posti tra docenti e personale ATA a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Valditara ha però colto l’occasione per prendere le distanze dal provvedimento e rispedire le accuse al mittente:“Occorre essere molto chiari: i tagli agli organici dei docenti sono stati fatti in misura rilevante dal governo Draghi, con l’allora ministro Bianchi del Partito Democratico e votati da molti parlamentari dell’attuale opposizione”.
Il titolare del Viale Trastevere ha rivendicato l’operato dell’attuale esecutivo, rivendicando un incremento del 13,1% delle risorse per la scuola rispetto al 2022 e rivendicando circa 206.000 assunzioni già effettuate, a cui si aggiungeranno altre 40.000 unità per il prossimo anno scolastico.
Oltre al capitolo organici, il ministro ha posto l’accento sugli investimenti strutturali per gli istituti italiani. Mettendo a confronto i 6 miliardi stanziati tra il 2011 e il 2022 con l’attuale gestione, Valditara ha ricordato che il governo ha mobilitato oltre 14 miliardi di euro, di cui 5 provenienti da risorse nazionali.
A queste cifre si sommerà un nuovo piano straordinario per l’edilizia scolastica da 1 miliardo di euro, affiancato da un ulteriore stanziamento di 650 milioni di euro in Manovra interamente destinati all’efficientamento energetico degli edifici scolastici.
Con la discussione della Manovra entra nel vivo la tabella di marcia parlamentare. Da lunedì 9 a giovedì 12 novembre sono previste 47 audizioni che vedranno la partecipazione di 67 soggetti tra cui Bankitalia, Istat, Upb, sindacati e Confindustria. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per martedì 17 novembre alle ore 18:00, con il vaglio di ammissibilità previsto tra il 23 e il 24 novembre.
Nel frattempo la Commissione Bilancio ha già richiesto lo stralcio di tre norme ritenute ordinamentali o microsettoriali (tra cui la norma sulle versioni digitali a prezzo ridotto dei libri di testo), mentre sale la tensione con le Regioni. Dalla Conferenza delle Regioni è emersa infatti una posizione unanime e di netto contrasto: le risorse per la sanità pubblica sono considerate insufficienti, con i governatori che chiedono a gran voce un aumento del Fondo Sanitario Nazionale.
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