
Un’opera d’arte che intreccia fede, memoria storica e identità cittadina arricchisce l’aula consiliare del Castello Leucatia, sede del Secondo Municipio di Catania. Il maestro Giuseppe D’Angelo ha donato alla Municipalità un imponente dipinto dedicato a Sant’Agata, realizzato in occasione del Nono Centenario del ritorno delle reliquie della Patrona da Costantinopoli a Catania, ricorrenza che nel 2026 segna nove secoli da quel momento storico. L’opera, intitolata “Agata torna a casa”, era stata precedentemente esposta nella chiesa di Sant’Agata la Vetere.
Ad accogliere il dipinto è stato il presidente del Secondo Municipio, Claudio Carnazza, che ha ringraziato l’artista per aver scelto di condividere con la comunità una testimonianza capace di raccontare uno degli avvenimenti più significativi della storia religiosa catanese. La donazione assume un valore particolare perché collega la celebrazione della Santa ai luoghi del territorio municipale, contribuendo a custodire e trasmettere alle nuove generazioni le radici di una devozione che attraversa i secoli.
Il maestro Giuseppe D’Angelo ha dedicato la propria opera a un episodio centrale della tradizione agatina, scegliendo una narrazione pittorica di grandi dimensioni che mette al centro il ritorno delle reliquie della Santa nella sua città. Il titolo, “Agata torna a casa”, racchiude già il significato profondo del dipinto: non soltanto il trasferimento di resti sacri da un luogo a un altro, ma il ricongiungimento simbolico tra Catania e la sua Patrona. L’artista ha voluto rappresentare un evento che appartiene alla storia ecclesiastica e, allo stesso tempo, alla memoria collettiva di un’intera comunità. La sua scelta si inserisce nel contesto delle celebrazioni del 2026, dedicate ai novecento anni dalla traslazione delle reliquie, e testimonia il ruolo che l’arte può svolgere nel rendere comprensibili e vicini avvenimenti lontani nel tempo.
Dalle informazioni pubblicate sulla realizzazione dell’opera emerge una composizione che unisce riferimenti storici, elementi della tradizione religiosa e richiami alla partecipazione popolare. La donazione al Secondo Municipio rappresenta inoltre un gesto di condivisione culturale: il dipinto non resta circoscritto a un’esposizione temporanea, ma viene messo a disposizione della collettività in uno spazio istituzionale, dove potrà continuare a raccontare la storia di Sant’Agata e il legame profondo tra la Santa e Catania.
La scena raffigurata da Giuseppe D’Angelo richiama il ritorno delle reliquie di Sant’Agata, trasferite a Costantinopoli nel 1040 e riportate a Catania nel 1126, secondo la tradizione storica legata al vescovo Maurizio. Protagonisti dell’impresa furono i due soldati Gisliberto, indicato anche come Gilberto, e Goselmo, che avrebbero riportato in Sicilia il corpo della martire dopo circa 86 anni di permanenza nella capitale bizantina. Nel dipinto, l’artista sviluppa questo racconto attraverso diversi elementi che aiutano a ricostruire visivamente l’evento: il viaggio per mare, l’approdo nel territorio di Aci Castello, l’attesa del vescovo Maurizio e la presenza dei fedeli, raffigurati anche con i caratteristici abiti bianchi della devozione agatina.
La composizione assume così il valore di una narrazione per immagini, nella quale i singoli elementi contribuiscono a restituire il senso di un ritorno atteso e partecipato. I due soldati rappresentano il tramite attraverso cui le reliquie vengono riconsegnate alla città; il vescovo Maurizio richiama l’accoglienza ecclesiastica e la dimensione religiosa dell’avvenimento; la presenza della comunità esprime invece la gioia e il coinvolgimento dei catanesi. Il mare, il viaggio e l’approdo diventano simboli di un percorso che si conclude con il ricongiungimento della Santa alla propria terra. Il titolo stesso, “Agata torna a casa”, interpreta questo momento non soltanto come un fatto storico, ma come il recupero di una presenza fondamentale per l’identità cittadina. È proprio in questa capacità di intrecciare racconto, simboli e memoria che risiede il significato più intenso dell’opera.
La collocazione del dipinto nell’aula consiliare del Castello Leucatia acquista un significato ulteriore alla luce del legame tra il ritorno delle reliquie e il territorio del Secondo Municipio. La zona della rotonda di Sant’Agata, in via del Rotolo, è infatti associata alla memoria dell’accoglienza delle reliquie e rappresenta ancora oggi un luogo simbolico per la devozione cittadina. Il riferimento è particolarmente significativo anche nell’ambito del Giubileo agatino del 2026: proprio la rotonda di via del Rotolo è stata scelta come punto di accoglienza del Velo di Sant’Agata durante le iniziative promosse dall’Arcidiocesi per ricordare il Nono Centenario.
La presenza dell’opera di D’Angelo negli spazi municipali contribuisce quindi a rafforzare il rapporto tra la memoria storica, i luoghi della città e le istituzioni che rappresentano la comunità. Il presidente Claudio Carnazza ha espresso gratitudine al maestro per aver offerto ai cittadini la possibilità di ammirare un’opera dal forte valore identitario, capace di raccontare una pagina importante della storia locale. La donazione diventa così un’occasione di valorizzazione culturale e di trasmissione della tradizione agatina: attraverso l’arte, il racconto del ritorno delle reliquie continua a parlare al presente e a ricordare come Sant’Agata costituisca un riferimento condiviso per la storia, la spiritualità e il senso di appartenenza dei catanesi.
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