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Caro-vita e gasolio alle stelle, la Piana di Catania insorge: presidio a oltranza degli agricoltori a Sferro

Cantiere della protesta a Sferro tra Paternò, Ramacca e Castel di Iudica: trattori in strada contro il caro gasolio e i costi di produzione. Il sindaco Strano chiama a raccolta tutti i primi cittadini del comprensorio.

Decine di trattori, camion e mezzi agricoli hanno invaso la Piana di Catania, dando vita a un imponente presidio a Sferro, frazione strategica al confine tra i territori di Paternò, Ramacca e Castel di Iudica. La mobilitazione, organizzata in maniera spontanea dai produttori del Calatino e della Piana, è stata proclamata a oltranza per protestare contro l’aumento incontrollato del gasolio agricolo, l’impennata dei costi di produzione e il generale caro-vita che sta mettendo in ginocchio l’intero settore primario.

Gli agricoltori chiedono alle istituzioni risposte immediate e non più rinviabili: l’apertura di un tavolo di crisi regionale, il calmieramento del prezzo del carburante, l’erogazione di ristori diretti e interventi strutturali lungo tutta la filiera agroalimentare.

Il sindaco di Castel di Iudica al fianco dei manifestanti

A portare la propria solidarietà e il sostegno istituzionale ai dimostranti è stato il sindaco di Castel di Iudica, Ruggero Strano, giunto personalmente al presidio di Sferro. Il primo cittadino ha lanciato un appello a tutti i sindaci del comprensorio, invitandoli a raccogliersi in presidio venerdì 16 ottobre alle ore 10:00 proprio a Sferro, in contemporanea con l’awio dello sciopero generale dell’autotrasporto siciliano previsto dal 16 al 22 ottobre: “Sono qui a Sferro al fianco dei nostri agricoltori», ha dichiarato il sindaco Strano. «Questa non è una protesta di categoria, è la protesta di un intero territorio che rischia di morire. Con questi costi del gasolio, con il caro-vita che schiaccia le famiglie e le aziende, non si può più andare avanti. I nostri agricoltori non chiedono elemosina, chiedono dignità e rispetto per il lavoro”.

Il primo cittadino ha poi richiamato l’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali sulla gravità della situazione: “Se si spegne l’agricoltura, si spegne la Sicilia. Chiedo alla Regione e al Governo di intervenire subito con misure concrete, prima che sia troppo tardi. Castel di Iudica non si piega e non lascia soli i suoi agricoltori”.

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