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Catania, blitz della Polizia nei B&B del centro e stangata agli abusivi: 5 denunce e sequestri

Controlli a tappeto tra piazza Castello Ursino e via Sangiuliano: irregolarità sulle schede alloggiati e sanzioni per gli estintori.

Strutture ricettive del centro storico ed esercenti commerciali abusivi nel mirino dei controlli interforze della Polizia di Stato e della Polizia Municipale a Catania. Le operazioni di verifica hanno interessato sia il cuore della movida e dell’accoglienza turistica, sia diverse arterie cittadine strategiche.

Nel dettaglio, gli agenti hanno effettuato un’articolata serie di ispezioni in 8 B&B situati nella zona compresa tra piazza Federico di Svevia e via Antonino Di Sangiuliano. Al termine degli accertamenti, per cinque titolari è scattata la denuncia a piede libero per la mancata trasmissione delle schede degli alloggiati all’autorità di pubblica sicurezza, violazione fondamentale delle norme sul controllo del territorio.

Irregolarità amministrative e sanzioni nei B&B

In parallelo ai controlli penali, la Polizia Municipale ha contestato diverse violazioni amministrative inerenti la sicurezza degli ospiti e la trasparenza ricettiva.

Alcune strutture sono state multate per la mancata presenza di estintori o per l’omessa revisione periodica dei dispositivi antincendio. In un altro caso, la sanzione è arrivata per l’assenza del cartello obbligatorio indicante il Codice Identificativo Nazionale (CIN), strumento normativo introdotto per contrastare le locazioni turistiche irregolari.

Blitz contro l’abusivismo commerciale: merce devoluta in beneficenza

Un secondo fronte dell’intervento si è concentrato sul contrasto alla vendita abusiva su area pubblica. Le pattuglie hanno passato al setaccio via VI Aprile, piazza Stesicoro, corso Dei Martiri fino a raggiungere piazza Risorgimento.

Proprio in piazza Risorgimento i vigili urbani hanno intercettato e fermato due venditori ambulanti abusivi di frutta e verdura. Tutta la merce esposta è stata posta sotto sequestro: tra gli alimenti confiscati figurano anche 30 chili di uva commercializzata impropriamente come “di Mazzarrone”. In conformità alle disposizioni di legge, l’intera partita di prodotti ortofrutticoli commestibili è stata immediatamente devoluta in beneficenza a enti caritatevoli del territorio.

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