
Legambiente Catania esprime una dura presa di posizione contro la decisione dell’amministrazione comunale di rinunciare a ben 8,2 milioni di euro di fondi europei destinati al potenziamento della rete ciclabile urbana. La revoca del finanziamento è stata ufficializzata da un decreto dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità pubblicato il 23 settembre, che ha recepito una formale nota inviata dal sindaco lo scorso 27 luglio.
La motivazione ufficiale dell’amministrazione fa leva sul presunto impatto critico sulla viabilità provocato dai numerosi cantieri già attivi in città. Una tesi che Legambiente contesta con fermezza: le tempistiche tecniche per progettazione esecutiva, appalto e avvio dei lavori si sarebbero comunque proiettate ben oltre l’attuale fase di cantierizzazione, rendendo pretestuosa la scelta del Comune.
L’associazione ambientalista ricostruisce un percorso nato nel 2019 con un confronto pubblico, proseguito con un concorso di progettazione nel 2021 e sfociato in un progetto definitivo commissionato dalla stessa amministrazione. L’opera era peraltro già integrata in tutti gli strumenti di pianificazione vigenti: il Pgtu del 2013, il Pums della Città Metropolitana del 2022 e il Biciplan del 2024, questi ultimi due approvati proprio dall’attuale Giunta Trantino.
Accanto alle motivazioni di merito, Legambiente punta il dito contro l’iter procedurale: la rinuncia ai fondi è avvenuta senza alcun passaggio in Giunta né un coinvolgimento del Consiglio comunale o della cittadinanza, apparsa come una decisione calata dall’alto e emersa solo a posteriori tramite l’atto della Regione.
Sotto il profilo delle conseguenze pratiche, la perdita degli 8,2 milioni condanna le corsie ciclabili esistenti a rimanere monconi isolati e inefficaci. Il tutto in una città che detiene tra i più alti tassi di motorizzazione d’Italia, dove la congestione stradale fa perdere a ciascun cittadino circa 100 ore all’anno e il traffico è responsabile di oltre il 25% delle emissioni climalteranti, con una stima tragica di oltre 250 decessi prematuri all’anno per inquinamento.
Di fronte a questo scenario, Legambiente ha formalizzato precise richieste all’amministrazione Trantino. In primo luogo si pretende la massima trasparenza, con la richiesta di rendere pubbliche le valutazioni tecniche ed economiche che hanno portato a bocciare il progetto. Parallelamente, l’associazione sollecita un dibattito urgente in Consiglio comunale e in Commissione Trasporti alla presenza dell’assessore competente. Si chiede inoltre di avviare un’interlocuzione con la Regione per verificare la possibilità di ritirare la rinuncia o recuperare le risorse attraverso una riprogettazione per lotti funzionali. Infine, viene proposta l’istituzione di una Consulta per la mobilità ciclistica, concepita come un tavolo tecnico permanente dotato di potere consultivo su tutti i futuri interventi di viabilità e sicurezza stradale.
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