
Il tempo a disposizione sta per esaurirsi e la rabbia degli autotrasportatori siciliani è pronta a esplodere di nuovo. Nonostante sia pronto, il decreto regionale per sbloccare i 15 milioni di euro destinati a contenere i rincari del carburante resta fermo negli uffici della Ragioneria. L’iter burocratico si è arenato nel passaggio tra l’Assessorato ai Trasporti e quello all’Economia, facendo slittare la misura oltre le tempistiche promesse dalla Regione e alimentando la tensione nella categoria.
A fronte di mesi di attesa, le imprese del settore hanno fissato un termine perentorio: senza la concretizzazione del provvedimento entro questa settimana, scatterà il fermo dei mezzi. Un’eventualità che rischia di paralizzare la movimentazione delle merci e congelare le attività nei principali porti dell’Isola. L’avvertimento arriva direttamente da Salvatore Bella, segretario regionale di Aitras, che ribadisce la posizione intransigente del comparto: o arrivano i fondi o sarà sciopero generale del trasporto intermodale. Le risorse in questione, stanziate a maggio dal governo Schifani, non possono infatti essere erogate in assenza del decreto attuativo necessario per l’invio delle domande.
Una svolta potrebbe arrivare nel corso del vertice in programma tra domani e mercoledì con l’assessore regionale alla Mobilità, Alessandro Aricò, il quale punta a presentarsi al tavolo di confronto con il testo pronto per la pubblicazione, previo il definitivo via libera dell’Economia. Il punto critico da superare resta legato alle norme comunitarie sul “de minimis”, la soglia massima di aiuti di Stato concedibili alle singole aziende. Se il tetto ordinario è fissato a 300 mila euro, la proroga del “super de minimis” approvata a maggio dalla Commissione europea per l’emergenza energetica alza il limite di ulteriori 50 mila euro. Poiché nessuna impresa dell’isola risulta aver superato il tetto massimo di 350 mila euro, il passaggio contabile alla Ragioneria dovrebbe rappresentare l’ultimo formalismo prima del via libera finale.
L’eventuale sblocco del decreto servirebbe a sventare il blocco immediato delle merci, ma non ad azzerare le vertenze aperte dal settore. Tra le rivendicazioni degli autotrasportatori figura anche l’incremento della dotazione per il “Sea Modal Shift” (ex Marebonus), l’incentivo statale volto a incentivare il cabotaggio marittimo a discapito del trasporto su gomma. Su questo tema — così come sulla presunta esclusione delle aziende siciliane da alcuni finanziamenti nazionali annuali — la categoria chiede un deciso intervento politico della Regione nei confronti del governo centralizzato. A completare il quadro delle preoccupazioni c’è poi l’imminente entrata in vigore dell’Ets 2, il nuovo sistema europeo di tassazione sulle emissioni che andrà a gravare anche sul trasporto stradale.
Il clima d’incertezza nei collegamenti siciliani si estende infine anche alle isole minori, dove i sindaci locali attendono dal Ministero delle Infrastrutture un intervento correttivo contro il rincaro del 18% sulle tariffe dei traghetti statutari. Per la logistica dell’Isola, tuttavia, l’imminente tavolo di confronto con l’Assessorato ai Trasporti rappresenta il vero spartiacque per evitare la paralisi dei porti.
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