
La Terza Sezione Penale della Corte d’Appello ha condannato a quattro anni di reclusione il professore della facoltà di Medicina precedentemente assolto in primo grado dall’accusa di violenze sessuali e molestie nei confronti di diverse studentesse. La decisione dei giudici di secondo grado accoglie in parte le richieste della Procura, che in aula aveva sollecitato una pena a sei anni di reclusione con l’accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto procuratore generale Andrea Ursino.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2010 e il 2014 e si sarebbero svolti all’interno dei locali dell’ex presidio ospedaliero Vittorio Emanuele-Ferrarotto. Nel giudizio di primo grado il tribunale aveva escluso la prova della violenza sessuale, sostenendo nella motivazione che il docente avesse “appoggiato i palmi al seno” di una studentessa “senza una pressione particolare delle mani”. Una linea interpretativa completamente ribaltata dalla Corte d’Appello, che ha invece accolto una diversa e più severa lettura della condotta e delle prove emersi nel corso del dibattimento.
Oltre alla pena detentiva di quattro anni, i giudici d’appello hanno disposto nei confronti del docente l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il pagamento delle spese processuali. Contestualmente è stato stabilito il risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, fissando una provvisionale di 10mila euro per ciascuna. Nel processo si erano costituite quattro delle sette donne identificate dagli inquirenti come parti offese, affiancate dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico.
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