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Torre di Librino, dopo 25 anni il cantiere vede la fine

A Librino avanzano i lavori della Torre di viale San Teodoro: 72 alloggi, 6,2 milioni di euro e una prima consegna prevista nel 2027.

A Librino il tempo, questa volta, dovrebbe avere una scadenza. Dopo oltre 25 anni trascorsi tra incompiutezza, degrado e attese, la Torre di viale San Teodoro entra nella fase decisiva del suo recupero. Non è soltanto la storia di un edificio che torna a essere abitabile: è anche la prova di quanto possa essere lunga la distanza tra un’opera progettata e la sua effettiva restituzione alla città. Oggi ci sono risorse, lavori in corso e soprattutto una data indicata per la conclusione del primo intervento: il 31 dicembre 2026. Per le 36 famiglie che attendono gli alloggi, però, il vero traguardo non sarà vedere il cantiere avanzare, ma poter finalmente entrare dalla porta di casa.

Dopo un quarto di secolo, la Torre torna a guardare Catania

Per oltre 25 anni è rimasta incompiuta, diventando uno dei simboli delle opere rimaste sospese a Librino. Oggi la Torre di viale San Teodoro prova finalmente a cambiare volto. Il cantiere per il recupero dell’edificio di edilizia economica e popolare è entrato nella fase conclusiva dell’intervento attualmente finanziato, con l’obiettivo di completare i primi 36 dei 72 alloggi previsti. Un’operazione da oltre 6,2 milioni di euro che punta a trasformare uno stabile segnato da decenni di abbandono in nuove abitazioni destinate alle famiglie. Il sindaco Enrico Trantino ha effettuato un sopralluogo insieme ai tecnici comunali, verificando lo stato dei lavori e degli appartamenti:

«Casa, sport, spazi e servizi: investire a Librino significa migliorare la qualità della vita e restituire dignità a un quartiere troppo spesso raccontato solo attraverso le sue difficoltà», ha dichiarato il primo cittadino.

Dalla terrazza della Torre, ha aggiunto, «lo sguardo abbraccia Catania» e consente di vedere alcuni degli altri interventi in corso nel territorio, dal campo da rugby di San Teodoro alla palestra del plesso Brancati, fino al PalaNesima e ai nuovi alloggi del progetto PINQuA.

Settantadue alloggi, ma il primo traguardo riguarda metà edificio

L’intervento interessa un edificio articolato su dodici piani residenziali, sovrastanti una parte basamentale di quattro livelli destinata, secondo le previsioni del Piano di Zona di Librino, a parcheggi, attività commerciali, uffici e servizi. Le risorse oggi disponibili consentiranno di completare la copertura e sei piani residenziali, per un totale di 36 appartamenti. Gli alloggi saranno interessati da una riqualificazione complessiva:

  1. saranno recuperate le superfici interne ed esterne,
  2. sistemati balconi e verande,
  3. rifatti pavimenti e rivestimenti e
  4. installati nuovi sanitari.

Previsti anche nuovi impianti elettrici, idrici e fognari, la separazione delle acque bianche e nere, sistemi di climatizzazione a pompa di calore e un impianto centralizzato per la produzione di acqua calda sanitaria. Sulla copertura sarà inoltre realizzato un impianto fotovoltaico. L’obiettivo, dunque, non è soltanto rimettere in funzione un edificio rimasto per decenni incompiuto, ma restituire al quartiere abitazioni rinnovate, più efficienti e adeguate agli standard attuali.

La scadenza è fissata: dicembre 2026

Ed è proprio sulle date che si concentra una delle questioni più importanti per chi aspetta una casa. Il cronoprogramma indicato dall’amministrazione prevede la conclusione dei lavori entro il 31 dicembre 2026, mentre l’assegnazione dei primi 36 alloggi dovrebbe essere programmata nel primo semestre del 2027. Una scadenza precisa, dunque, è stata indicata e sarà ora il cantiere a doverla confermare. Dopo oltre un quarto di secolo di attesa, per le famiglie non bastano più annunci, sopralluoghi o dichiarazioni: il passaggio decisivo sarà aprire le porte degli appartamenti e consegnare le chiavi.

Lo stesso Trantino ha rivolto un appello ai residenti:

«La trasformazione di Librino appartiene soprattutto a chi Librino lo vive ogni giorno. Ai cittadini chiediamo di crederci insieme a noi, di accompagnare questo cambiamento, di avere cura di ciò che stiamo costruendo e, soprattutto, di amare questo luogo per quello che è: casa».

Parole che accompagnano un progetto di rigenerazione più ampio, nel quale l’amministrazione sta cercando di mettere insieme abitazioni, sport, servizi e spazi pubblici.

Altri 36 alloggi: ora la sfida è completare davvero la Torre

Il primo intervento, infatti, non esaurisce il progetto. Per gli altri 36 appartamenti è già stato stanziato un ulteriore finanziamento regionale di 5,6 milioni di euro, destinato al recupero dei restanti sei piani residenziali. L’obiettivo è arrivare progressivamente alla riqualificazione dell’intero edificio attraverso un successivo appalto integrato affidato dall’Iacp. È qui che il progetto entra nella sua fase più delicata: la Torre potrà considerarsi davvero restituita a Librino soltanto quando tutti i suoi alloggi saranno recuperati e assegnati. Un commento di un cittadino sui social ha posto l’accento proprio su questo aspetto, chiedendo che agli annunci siano associate «anche le date di ultimazione», perché formule come “stiamo completando”, “stiamo costruendo” o “consegneremo” rischiano di perdere significato quando i tempi si allungano.

Una richiesta che merita attenzione, soprattutto dopo 25 anni di attesa. La Torre oggi ha finanziamenti, lavori in corso e una scadenza indicata: 31 dicembre 2026 per il primo intervento. Il prossimo appuntamento, però, non sarà un altro sopralluogo. Sarà quello in cui le porte si apriranno davvero e quelle abitazioni diventeranno finalmente case. Perché a Librino non si misura soltanto il recupero di un edificio: si misura la capacità delle istituzioni di trasformare risorse e progetti in risposte reali. E quando arriverà il momento di consegnare quelle chiavi, non sarà soltanto la fine di un cantiere. Sarà, dopo un quarto di secolo, l’inizio di una nuova pagina per 36 famiglie e per un quartiere che da troppo tempo aspetta di essere raccontato non per ciò che gli manca, ma per ciò che finalmente riesce a costruire.

Dalila Battaglia

Studentessa di Giurisprudenza con la penna affilata e uno sguardo curioso sul mondo. Unendo la passione del diritto alla scrittura giornalistica, crede che la giustizia sia la chiave per un futuro più equo, dove le leggi siano strumenti di cambiamento e protezione, e non di esclusione.

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