
Le scuole italiane restano impreparate ad affrontare le adeguate condizioni climatiche con l’avvio del nuovo anno scolastico. Claudia Cappelletti di Legambiente ha dichiarato al Sole24Ore che gli edifici scolastici risultano progettati “per un clima che non esiste più”, evidenziando come, a fronte di 7,5 milioni di studenti pronti a rientrare in classe, solo il 15,7% delle strutture sia dotato di sistemi di condizionamento.
I dati emergono dall’anticipazione del report “Ecosistema scuola” curato da Legambiente. Su 3.809 strutture analizzate in 52 capoluoghi, appena 598 dispongono di aule raffrescate, lasciando l’84,3% del totale sprovvisto di impianti. Palermo guida la classifica per numero di edifici attrezzati con 247 strutture, seguita da Milano con 135. In ben 19 comuni su 52, tuttavia, i sistemi di raffrescamento risultano del tutto assenti. Una rilevazione condotta dal portale Tuttoscuola per l’anno 2024-2025 su un campione di 39.351 edifci rileva percentuali ancora inferiori, attestando la presenza di condizionatori ad appena il 7,2% degli stabili (2.835).
A fronte degli allarmi lanciati dal CNR sulle temperature elevate e delle avvertenze della Società Italiana di Medicina Ambientale circa possibili ondate di caldo in concomitanza con la riapertura, la FLC-CGIL, tramite la segretaria generale Gianna Fracassi, ha avanzato la proposta di posticipare l’inizio delle lezioni per tutelare la salute. La proposta ha tuttavia riscontrato pareri discordanti all’interno del fronte sindacale: Gilda ha definito l’idea “una beffa”, mentre la Uil Scuola Rua ha sottolineato l’esigenza di non alterare continuamente il calendario, bensì di puntare su interventi strutturali di ammodernamento e climatizzazione.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha escluso l’ipotesi di rinvii del calendario — la cui competenza spetta alle Regioni nel rispetto dei 200 giorni minimi di lezione — e ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro destinati ad apparecchi di raffrescamento. La misura è stata criticata dalla FLC CGIL, che ha calcolato un fondo pari a soli 57 euro per aula dividendo l’importo per le circa 350mila classi nazionali. Il Ministro ha replicato precisando che le risorse rappresentano un primo intervento d’emergenza che non tiene conto delle strutture già attrezzate o situate in zone montane, preannunciando ulteriori investimenti nella futura legge di bilancio.
Sul piano strutturale, l’esecutivo rivendica l’impiego di 3,7 miliardi di fondi PNRR destinati all’efficientamento energetico. Stando ai dati di Legambiente, tuttavia, sebbene l’85,4% delle amministrazioni abbia avviato interventi negli ultimi cinque anni, i lavori hanno finora interessato soltanto il 19,4% degli edifici scolastici del Paese.
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