
Ex molino santa Lucia Catania
Un tassello storico del waterfront etneo si appresta a cambiare volto. Il Comune di Catania ha ufficialmente sbloccato l’iter autorizzativo per la radicale riqualificazione dell’ex Mulino Santa Lucia, l’imponente scheletro edilizio situato nei pressi della zona portuale e rimasto per anni simbolo di degrado e incompiutezza urbana.
L’investimento, promosso da capitali privati con il placet di Palazzo degli Elefanti, punta a convertire il complesso in una moderna struttura ricettiva di alto livello. Il progetto esecutivo prevede la nascita di un hotel a 4 stelle dotato di circa 175 camere, spazi congressuali e servizi dedicati all’accoglienza turistica d’élite. Punto di forza dell’intervento sarà la valorizzazione della copertura attraverso la realizzazione di un’ampia terrazza panoramica con vista sul golfo, comprensiva di area benessere e piscina.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione urbana volto a colmare il deficit di grandi strutture ricettive nel centro cittadino, rispondendo in modo strutturale al boom turistico che sta interessando la città e l’intera provincia etnea. I cantieri, la cui partenza è prevista nei prossimi mesi, promettono di restituire alla cittadinanza e ai flussi turistici internazionali un’area strategica a lungo dimenticata.
La vicenda dell’ex Mulino Santa Lucia a Catania è un vero e proprio romanzo urbano fatto di origini storiche, lunghi anni di abbandono, vicende giudiziarie e una recente rinascita.
Le origini (XIX e inizio XX secolo): Le radici del nome risalgono all’Ottocento, quando nell’area sorgeva un antico impianto di macinazione del grano. La struttura originaria fu tuttavia distrutta da un grave incendio nel 1905, un evento che segnò la fine della sua prima vita produttiva e la sua dismissione per gran parte del Novecento.
Il “gigante” incompiuto (Anni 2000): Nei primi anni Duemila, l’area nei pressi del porto e di piazza Alcalà è stata interessata da un imponente progetto di speculazione e costruzione edilizia. Tuttavia, il complesso – costituito da imponenti palazzoni in cemento armato – si è rapidamente arenato tra problemi finanziari e vicende giudiziarie.
Il degrado: Per oltre un decennio, l’edificio è diventato uno dei “vuoti urbani” più noti e dibattuti della città etnea, spesso associato all’incuria, all’abbandono e al degrado a due passi dal mare.
La svolta della rinascita: Dopo anni di aste giudiziarie e tentativi di recupero – tra cui un’iniziale ipotesi di destinazione per la Polizia – la svolta definitiva è arrivata con l’acquisizione da parte di investitori privati. L’iter urbanistico sbloccato dal Comune ha finalmente tracciato il futuro dell’area: la trasformazione radicale dell’ex ecomostro in un moderno hotel a 4 stelle con spa, piscina panoramica e circa 175 camere, pronto a restituire decoro e vitalità a una porta d’accesso fondamentale per il turismo catanese.
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