
A Catania la domanda dei cittadini è sempre la stessa: se la TARI finanzia il servizio di gestione dei rifiuti, quanto dovrebbe essere visibile la pulizia delle strade?
Il tema torna d’attualità nell’estate 2026, mentre il Comune ha introdotto nuove modalità di spazzamento e, nelle ultime settimane, ha dovuto potenziare gli interventi anche a causa della cenere vulcanica. La questione, però, va chiarita partendo da un dato: lo spazzamento delle strade è previsto e fa parte dei servizi di igiene urbana. Il punto è capire con quale frequenza viene effettuato, su quali strade e con quali risultati concreti.
Nel 2026 il tema dei rifiuti continua a rappresentare una delle questioni più delicate per Catania. Il Consiglio comunale ha dato il via libera, a fine luglio, al Piano economico finanziario del servizio rifiuti 2026-2029, che comprende il biennio tariffario 2026-2027. Anche quest’anno i cittadini sono chiamati a versare la TARI. Il Comune aveva inizialmente fissato al 30 giugno la scadenza dell’acconto 2026, precisando successivamente che il termine non era perentorio e prevedendo la possibilità di dilazioni. La TARI, va ricordato, non è una sorta di pagamento “a prestazione”: serve a finanziare i costi del servizio integrato di gestione dei rifiuti.
Questo significa che il confronto corretto non è semplicemente tra l’importo pagato dal singolo contribuente e la pulizia della strada sotto casa, ma tra costo complessivo del servizio, organizzazione, frequenza degli interventi e qualità del risultato.
Alla domanda “ma è previsto lo spazzamento manuale delle strade?”, la risposta è sì. La documentazione del Comune contempla espressamente questo tipo di intervento, insieme allo spazzamento meccanizzato e alle altre attività di igiene urbana. Il piano d’intervento individua anche diverse frequenze di spazzamento manuale, articolate in base alle zone. Il regolamento comunale stabilisce inoltre che il servizio di spazzamento comprende la pulizia del suolo pubblico e delle aree private soggette a uso pubblico, oltre alla pulizia, manutenzione e svuotamento dei cestini e al lavaggio delle strade.
La frequenza degli interventi deve tenere conto delle caratteristiche urbanistiche delle diverse zone, delle stagioni, della pavimentazione, dei flussi turistici e delle esigenze rilevate dall’amministrazione. Il vero interrogativo, dunque, non è se il servizio esista sulla carta, ma se la programmazione prevista venga rispettata e se sia sufficiente a garantire condizioni adeguate di pulizia. Lo stesso capitolato prevede penali per diversi disservizi, compreso il mancato spazzamento di un perimetro.
Una delle principali novità del 2026 riguarda il nuovo sistema di spazzamento stradale notturno nel Lotto Centro. Dal primo luglio il Comune ha comunicato l’avvio della fase operativa dopo un periodo di sperimentazione: l’obiettivo è consentire ai mezzi meccanizzati e agli operatori ecologici di intervenire senza la presenza delle automobili parcheggiate lungo le strade. Il piano prevede turni specifici, sia nella fascia 00:00-07:00 sia nelle ore serali e notturne, coinvolgendo numerose arterie del centro e delle zone limitrofe. La Polizia Locale affianca gli operatori per far rispettare i divieti di sosta e consentire così uno spazzamento più efficace.
Si tratta di un cambio di impostazione importante: non soltanto più passaggi, ma la possibilità di pulire realmente la superficie stradale liberandola dalle auto. Il successo dell’iniziativa dipenderà però dalla continuità degli interventi e dalla capacità di estendere una pulizia efficace anche alle aree che non rientrano nei percorsi interessati dal nuovo piano.
Ad agosto il problema della pulizia urbana si è intrecciato con un’emergenza particolare: la cenere vulcanica. Il 20 agosto il Comune ha annunciato il potenziamento dello spazzamento meccanizzato e indicato anche modalità specifiche per il conferimento della cenere raccolta dai cittadini. L’emergenza ha riportato inevitabilmente sotto i riflettori la capacità della città di intervenire rapidamente sulle strade e sui marciapiedi. Ma proprio questo episodio aiuta a distinguere due questioni: da una parte ci sono interventi straordinari, necessari dopo un evento eccezionale; dall’altra c’è la pulizia ordinaria, quella che dovrebbe garantire quotidianamente il decoro urbano.
Ed è su questo secondo aspetto che il confronto tra cittadini, amministrazione e gestori del servizio resta aperto. La documentazione ufficiale prevede infatti programmi, frequenze e modalità di spazzamento, mentre la Carta della qualità del servizio stabilisce che il calendario delle attività di spazzamento e lavaggio debba consentire di conoscere, strada per strada, quando è previsto l’intervento. La domanda, alla fine, è molto concreta: i cittadini di Catania stanno ricevendo un servizio all’altezza di quello programmato e finanziato attraverso la TARI?
Per rispondere servono dati, controlli e segnalazioni puntuali. E anche il contributo di chi vive quotidianamente la città: indicare via e quartiere, frequenza dello spazzamento e condizioni della strada può aiutare a costruire una fotografia più precisa della situazione reale.
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