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Impennata dell’attività infrasonica sull’Etna: segnali in forte crescita al cratere voragine

Il nuovo bollettino dell'INGV evidenzia un importante incremento dei parametri acustici e sismici, mentre prosegue l'attività effusiva ed esplosiva sul vulcano.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) monitora costantemente l’evoluzione dei fenomeni eruttivi e sismici dell’Etna, fornendo aggiornamenti dettagliati alla comunità scientifica e alla protezione civile. Attraverso sofisticate reti di monitoraggio e la sorveglianza visiva sul campo, vengono analizzati i mutamenti dell’attività vulcanica e sismica in tempo reale. Il seguente bollettino ufficiale illustra il quadro aggiornato riguardante i flussi lavici, l’emissione di cenere e i parametri del tremore vulcanico. Di seguito si riporta integralmente la nota informativa redatta dall’Osservatorio Etneo sulle dinamiche in corso sul vulcano.

Data: 2026/08/13 19:37 (17:37 UTC)

ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA

COMUNICATO ETNA INGV OE

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica:

Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dai sopralluoghi effettuati dal personale INGV (OE), si evidenzia che prosegue l’attività effusiva dalle bocche eruttive di quota 2750 m e 1900 m (vedi comunicato del 10 agosto, ore 22:25 UTC), mentre è cessata l’attività effusiva a quota 2090 m (vedi comunicato dell’11 agosto, ore 10:41 UTC).

I fronti lavici attivi più avanzati, riconducibili alla bocca di quota 1900 m, alle ore 09:45 UTC si attestavano a una quota di 1340 m, superando di poco Rocca Capra (Valle del Bove). L’attività esplosiva al cratere Voragine dalle ore 16:55 UTC ha mostrato un incremento significativo con emissione di cenere che si disperde nel quadrante meridionale.

Dal punto di vista sismico, a partire dalle ore 10:00 UTC circa, l’ampiezza media del tremore vulcanico, mantenendosi nell’intervallo dei valori alti, ha mostrato un chiaro incremento, raggiungendo il picco massimo tra le 12:00 e le 15:00 UTC. Allo stato attuale, l’ampiezza del tremore mostra modeste oscillazioni permanendo su valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell’area del cratere Voragine e a nord del cratere Bocca Nuova, ad una quota di circa 3000 m sopra il livello del mare.

Dalle prime ore di oggi si è registrata una progressiva e graduale crescita dell’attività infrasonica, con un importante incremento a partire dalle ore 10:00 UTC, attestandosi attualmente su un livello molto alto. Gli eventi infrasonici sono stati localizzati principalmente nell’area del cratere Voragine, con ampiezze che da basse hanno via via raggiunto valori elevati. In misura minore, le sorgenti infrasoniche hanno interessato anche il Cratere di Nord-Est, dove hanno mostrato sempre ampiezze elevate. I segnali delle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative.

La situazione a Fontanarossa (Ultimo comunicato stampa delle 18:52)

La Sac, società di gestione dello scalo aeroportuale di Catania-Fontanarossa, ha disposto l’estensione della chiusura del settore di volo C1. Questa misura comporta la sospensione di tutti i voli in arrivo fino alle ore 08:00 di domani, venerdì 14 agosto. Il comunicato delle 15:00 della SAC.

SAC sta portando avanti l’attività di gestione dell’emergenza legata all’intensa attività eruttiva dell’Etna, che negli ultimi giorni ha sottoposto a forte pressione l’intero sistema aeroportuale siciliano. Tra il 6 e il 12 agosto, a fronte delle criticità determinate dalla presenza di cenere vulcanica in atmosfera, circa 630 voli previsti sull’aeroporto di Catania sono stati dirottati verso altri scali, consentendo di mantenere attivi i collegamenti e di assicurare, per quanto possibile, la continuità della mobilità da e verso la Sicilia.
Nello stesso periodo, per lo scalo di Catania erano previsti circa 1974 voli di cui circa il 36% è stato cancellato in conseguenza dell’evoluzione del fenomeno e delle necessarie limitazioni operative. I dati confermano la portata eccezionale dell’emergenza, la più severa degli ultimi 20 anni in termini di impatto sull’infrastruttura aeroportuale, ma anche la capacità del sistema di attivare soluzioni alternative e gestire, attraverso il coordinamento tra gli scali siciliani, una parte significativa dei voli interessati.
La gestione dei voli dirottati ha richiesto, infatti, un costante lavoro di coordinamento tra aeroporti, compagnie aeree, autorità e operatori, con l’obiettivo di garantire la massima continuità possibile dei collegamenti e l’assistenza ai passeggeri. In questo quadro, gli scali di Comiso, Palermo e Trapani hanno contribuito in maniera cruciale ad assorbire parte del traffico originariamente destinato a Catania.
SAC ribadisce il suo impegno nel garantire il presidio delle infrastrutture e il coordinamento con tutti i soggetti coinvolti, lavorando per consentire la ripresa della piena operatività dello scalo non appena le condizioni lo permetteranno.
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