Categorie: Paternò e Belpasso

Emergenza cenere sui paesi etnei: scattano i piani straordinari per pulizia e raccolta

L’Etna torna a farsi sentire e, insieme allo spettacolo delle eruzioni, porta con sé il consueto e complesso conto da pagare per i comuni della fascia pedemontana. Nelle ultime ore, a seguito delle abbondanti cadute di sabbia vulcanica, nei centri dell’hinterland etneo come Belpasso, Nicolosi e Pedara sono scattate ufficialmente le procedure straordinarie per la gestione dell’emergenza.

Amministrazioni comunali e aziende di igiene urbana si sono attivate per limitare i disagi alla circolazione, salvaguardare la sicurezza dei cittadini e coordinare una rimozione efficace di tonnellate di lapilli e polvere scura.

1. Raccolta “porta a porta” e contenitori dedicati

Per evitare di intasare i normali canali di smaltimento dei rifiuti, i Comuni hanno predisposto un calendario straordinario e regole precise per i cittadini:

  • Separazione tassativa: la cenere vulcanica non deve mai essere mischiata alla frazione secca o all’organico. Va raccolta esclusivamente in sacchi trasparenti o contenitori dedicati.

  • Esposizione porta a porta:in molti quartieri sono stati previsti giorni specifici per il ritiro a domicilio della sabbia spazzata da cortili, balconi e tetti privati.

  • Centri di raccolta e punti di stoccaggio: per chi necessita di smaltire ingenti quantitativi in tempi rapidi, sono stati potenziati gli orari delle Isole Ecologiche comunali e allestiti punti di stoccaggio temporanei.

2. Pulizia straordinaria delle strade e sicurezza stradale

Sul fronte della viabilità, la priorità assoluta è garantire la sicurezza di automobilisti e pedoni. La cenere vulcanica, infatti, riduce drasticamente l’aderenza degli pneumatici e trasforma le strade in vere e proprie “piste di pattinaggio”.

  • Mezzi meccanici in azione: spazzatrici meccaniche, autospurgo e squadre di operai sono al lavoro dalle prime luci dell’alba per sgomberare le arterie principali, gli accessi alle scuole e ai presidi sanitari.

  • Divieti e limiti di velocità: in diversi Comuni sono state emanate ordinanze sindacali che impongono la riduzione della velocità (spesso fissata a 20 o 30 km/h) e il divieto di circolazione per i mezzi a due ruote (moto e biciclette) fino a completa pulizia dell’asfalto.

Una gestione economica complessa

Oltre all’impegno logistico, la caduta di cenere riapre il dibattito sui costi straordinari sostenuti dai Comuni etnei. Lo smaltimento della sabbia vulcanica richiede risorse ingenti per il trasporto negli impianti autorizzati e la saturazione delle discariche. I sindaci della zona continuano a chiedere a Regione e Governo centrale il riconoscimento permanente dello stato di emergenza e fondi dedicati per non far gravare le spese sulle casse comunali e sui bilanci dei cittadini.

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