
CATANIA – Un’integrazione che non si ferma alle parole, ma che prende la forma di mura, arredi e progetti di vita. In via Caduti del Lavoro 143, nel cuore del quartiere Picanello, si sono conclusi i lavori di ristrutturazione di un immobile pubblico rimasto a lungo inutilizzato e oggi completamente restituito alla città con una forte e nuova vocazione sociale.
La struttura ospiterà 24 giovani con autismo e disabilità psichica, suddivisi equamente su due piani. L’impostazione non è quella della classica residenza sanitaria o assistenziale, ma quella della co-abitazione guidata: piccoli appartamenti arredati dedicati a gruppi di due o tre persone, dotati di cucina, lavanderia e sale comuni. A completare il complesso vi sono gli uffici destinati al personale di supporto e ampi spazi esterni pensati per il verde e la socializzazione.
L’obiettivo fondamentale del progetto è offrire uno spazio in cui sperimentare, con il giusto accompagnamento educativo, la gestione della quotidianità e la costruzione delle relazioni interpersonali.
Una casa non è soltanto uno spazio da abitare, ma il luogo in cui si impara a scegliere, condividere e costruire il proprio futuro.
Grazie alla guida dei tecnici della Direzione Lavori Pubblici del Comune, che hanno progettato e seguito l’intero iter dell’opera, si è riusciti a trasformare un edificio in un vero e proprio laboratorio d’indipendenza per ragazzi che necessitano di un contesto protetto ma stimolante.
L’intervento rappresenta un modello virtuoso di utilizzo dei fondi del PNRR. Troppo spesso associato esclusivamente a grandi infrastrutture, strade e rigenerazioni urbanistiche, il Piano di Ripresa e Resilienza dimostra qui la sua capacità di incidere in modo diretto e tangibile sulla vita quotidiana delle fasce più fragili della popolazione.
Recupero urbano: Rigenerazione integrale di un immobile pubblico in disuso.
Inclusione attiva: Niente logiche d’istituzionalizzazione, ma percorsi personalizzati verso l’autonomia.
Spazi a misura d’uomo: Soluzioni abitative intime (2-3 persone per modulo) affiancate da aree di condivisione.
In una società moderna, l’inclusione non può limitarsi a essere una formula di stile o un semplice slogan: deve rappresentare la rotta concreta verso cui orientare scelte, risorse e azioni aziendali e amministrative. L’apertura degli appartamenti di via Caduti del Lavoro dimostra che, quando la visione sociale incontra la capacità d’intervento pubblico, la comunità diventa davvero più equa e accogliente per tutti.
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