Categorie: Paesi etnei

Morta la cagnolina lanciata dal quarto piano a San Giovanni La Punta, il sindaco: “Comune si costituirà parte civile”

Morta la cagnolina lanciata dal quarto piano a Trappeto: il Comune di San Giovanni La Punta annuncia la costituzione di parte civile nel processo contro la responsabile

Un episodio di drammatica ed inaccettabile violenza ha scosso la comunità di San Giovanni La Punta, in particolare la frazione di Trappeto. Una cagnolina è morta dopo essere stata lanciata dal quarto piano di una palazzina condominiale. La vicenda, che ha suscitato immediato sdegno e rabbia tra i residenti e sul web, è stata prontamente denunciata dal Partito Animalista Italiano, che ha chiesto interventi severi e punizioni esemplari per la responsabile del gesto.

La gravità del fatto ha riacceso i riflettori sul tema del maltrattamento degli animali e sulla tutela degli animali d’affezione nel territorio etneo.

La ferma condanna delle istituzioni: “Il Comune si costituirà parte civile”

Sulla tragica vicenda è arrivata una presa di posizione netta e ufficiale da parte dell’amministrazione comunale di San Giovanni La Punta, che ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa dell’animale e una dura condanna per la crudeltà dell’atto.

“La morte della povera cagnolina lanciata dal quarto piano del condominio di Trappeto è una notizia che condivido con profondo dispiacere” — viene reso noto dall’amministrazione — “Un episodio grave, intollerabile e di una crudeltà inaccettabile, che ferisce profondamente la sensibilità di tutta la nostra cittadinanza.”

Di fronte alla gravità dei fatti, il Comune ha annunciato una decisione formale e rigorosa: la costituzione di parte civile nel futuro processo a carico della donna ritenuta responsabile dell’uccisione dell’animale.

Le motivazioni della scelta e il nodo della sicurezza

La scelta dell’ente locale evidenzia un segnale di tolleranza zero contro ogni forma di violenza, ponendo l’accento sia sulla tutela degli animali sia sulla pericolosità sociale di simili comportamenti.

Un gesto ritenuto doveroso, specie alla luce della recidiva del soggetto e dell’impossibilità di escludere che una tale condotta violenta possa, in futuro, essere rivolta anche contro le persone. Dall’amministrazione sottolineano infatti come sia necessaria una cura in regime restrittivo per la responsabile, una valutazione e una decisione che spetteranno comunque al giudice competente nel corso del procedimento giudiziario.

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