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I 4 Picciriddi, Catania trasforma il dolore in memoria

Il 7 luglio Catania inaugura il murales dedicato ai 4 Picciriddi uccisi nel 1976. Un'opera che unisce memoria, legalità e riscatto sociale.

Ci sono vicende che il tempo non riesce a cancellare perché appartengono ormai alla coscienza collettiva di una città. Tra queste c’è quella dei 4 Picciriddi”, quattro adolescenti scomparsi il 7 luglio 1976 e diventati il simbolo più drammatico dell’innocenza travolta dalla violenza mafiosa. A cinquant’anni da quella tragedia, Catania sceglie di ricordarli non con una semplice commemorazione, ma con un gesto destinato a rimanere nel tempo. Lunedì 7 luglio, alla Città dei Ragazzi di via Gramignani, nel quartiere Angeli Custodi, sarà inaugurato il murales “Siamo Solo Picciriddi”, un’opera che vuole trasformare il ricordo in un messaggio di speranza, coinvolgendo istituzioni, associazioni, scuole e cittadini in un percorso che mette al centro il futuro delle nuove generazioni.

La storia dei quattro ragazzi diventata simbolo della città

Il 7 luglio 1976 Giovanni La Greca, Lorenzo Pace, Riccardo Cristaldi e Benedetto Zuccaro, tutti tra i 13 e i 15 anni, sparirono nel nulla. Negli anni successivi il collaboratore di giustizia Nino Calderone raccontò ai magistrati che i quattro ragazzi sarebbero stati uccisi per ordine del boss Benedetto “Nitto” Santapaola come vendetta per uno scippo ai danni della madre del capomafia. Quelle dichiarazioni, però, non furono ritenute sufficienti a sostenere una condanna definitiva per gli omicidi.

Sul piano giudiziario, dunque, la vicenda non ha mai trovato una verità processuale completa. Sul piano storico e civile, invece, quei quattro adolescenti sono diventati il volto di una Catania segnata dalla brutalità mafiosa. Per questo il loro nome è stato inserito tra le vittime innocenti delle mafie ricordate ogni anno il 21 marzo, affinché quella storia non venga dimenticata e continui a interrogare le coscienze.

Il murales che trasforma il ricordo in impegno collettivo

“Siamo Solo Picciriddi”: murales del ricordo

L’opera che sarà inaugurata alla Città dei Ragazzi nasce da un’idea che va ben oltre la dimensione artistica. Il murales “Siamo Solo Picciriddi” rappresenta infatti il punto di arrivo di un percorso di partecipazione civica costruito negli ultimi mesi insieme al territorio. Sostenuto dalla Fondazione Federico II, il progetto è stato ideato dal designer Giuseppe “Bob” Liuzzo e realizzato dagli artisti Luka Skore, Marinella Riccobene, Antonio Anc, Marinella Riccobene e Chiara Abramo.

Attorno all’opera si è sviluppata una rete di laboratori, incontri e iniziative che hanno coinvolto bambini, studenti, associazioni e residenti, con l’obiettivo di fare della memoria uno strumento di educazione alla legalità. Non si tratta soltanto di ricordare quattro giovani vite spezzate, ma di restituire a un quartiere spesso raccontato esclusivamente attraverso la cronaca nera un’immagine diversa, fatta di partecipazione, cultura e responsabilità condivisa.

Un anno dal Patto Educativo di San Cristoforo

L’inaugurazione del murales coincide anche con il primo anniversario del Patto Educativo di Comunità di San Cristoforo, sottoscritto il 7 luglio 2025 da oltre cinquanta realtà tra enti pubblici, scuole, associazioni e organizzazioni del privato sociale. Un’alleanza nata per contrastare la dispersione scolastica, la povertà educativa e l’emarginazione che ancora interessano il quartiere, promuovendo percorsi di inclusione e opportunità per bambini e adolescenti.

Come ha spiegato Marco Barbarossa, anima della Città dei Ragazzi, proprio dalla storia dei quattro “Picciriddi” è nato il desiderio di costruire una comunità capace di prendersi cura dei più giovani, affinché tragedie come quella del 1976 non appartengano più al presente ma soltanto alla memoria. Il murales diventa così anche il simbolo di questo impegno quotidiano.

Non solo memoria: il futuro passa dai bambini

«Cinquant’anni dopo, quei quattro bambini continuano a camminare con noi. Ogni volta che una comunità si prende cura dei suoi figli, i 4 Picciriddi tornano a vivere».

Nelle parole di Marco Barbarossa c’è il significato più profondo dell’iniziativa. Il 7 luglio non sarà soltanto una giornata dedicata al ricordo, ma un momento in cui Catania proverà a trasformare una delle sue pagine più buie in un messaggio di speranza. Perché la memoria, quando diventa partecipazione e responsabilità, può contribuire a cambiare il volto di un quartiere e di un’intera città. Ed è proprio dai bambini, dalla scuola, dalla cultura e dalla condivisione che San Cristoforo prova oggi a costruire il proprio riscatto.

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