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Cimitero di Catania, polemica sui nuovi loculi: “Costo e condizioni inaccettabili”

Polemica al cimitero di Catania: loculi prefabbricati da 5.000 euro e condizioni criticate. Pellegrino annuncia accesso agli atti e interrogazione.

Si accende una nuova polemica sulla gestione del cimitero di Catania, dopo un sopralluogo che ha riportato al centro dell’attenzione l’emergenza legata alla disponibilità di loculi e alla sepoltura delle salme in attesa. A sollevare il caso è il Vicepresidente vicario del Consiglio comunale, Riccardo Pellegrino, che parla apertamente di una situazione definita “inaccettabile” sia sul piano economico che su quello della dignità dei luoghi. Tra costi elevati, strutture contestate e carenze organizzative, la vicenda apre un nuovo fronte di dibattito politico e sociale in città.

Loculi prefabbricati e costi contestati: “quasi 5.000 euro senza tutele”

Il cuore della denuncia riguarda i nuovi loculi realizzati per far fronte all’emergenza cimiteriale, descritti da Pellegrino come strutture prefabbricate in cartongesso con copertura in lamiera, proposte ai cittadini a un costo che si avvicina ai 5.000 euro. Una cifra ritenuta sproporzionata rispetto alla tipologia delle opere e soprattutto priva, secondo quanto evidenziato, di qualsiasi forma di agevolazione legata all’ISEE o a condizioni economiche delle famiglie.

Il tema sollevato non è solo il prezzo in sé, ma il contesto in cui queste soluzioni vengono offerte: in una fase in cui molte famiglie si trovano già a gestire il dolore per una perdita, il costo per ottenere una sepoltura dignitosa diventa un ulteriore elemento di difficoltà. Durante il sopralluogo, inoltre, è stata evidenziata anche l’assenza di coperture adeguate per i parenti in visita, costretti a sostare in aree esposte alle condizioni climatiche, con soluzioni temporanee organizzate direttamente dai cittadini.

Condizioni dell’area e alternative limitate per le famiglie

Accanto al tema economico, emergono criticità anche sulle condizioni complessive del cimitero e sulle alternative disponibili per le sepolture. Secondo quanto riferito, le famiglie si troverebbero spesso davanti a opzioni ridotte e poco dignitose: da un lato gli spazi disponibili presso alcune confraternite, spesso collocati in ambienti seminterrati caratterizzati da umidità e condizioni non ottimali, dall’altro richieste per terreni destinati a tombe e cappelle private che risultano ancora ferme da tempo senza risposte chiare. Il quadro che ne deriva è quello di un sistema sotto pressione, in cui la gestione dell’emergenza sembra aver superato la capacità di programmazione strutturale, lasciando i cittadini in una condizione di incertezza proprio in un momento particolarmente delicato della loro vita.

La denuncia politica e la richiesta di trasparenza amministrativa

Sul piano politico, la vicenda si traduce in una forte critica all’iter amministrativo che ha portato alla realizzazione dei nuovi loculi. Pellegrino sostiene infatti che il Consiglio comunale non sarebbe stato informato preventivamente del progetto, denunciando un mancato coinvolgimento dell’organo di rappresentanza e controllo:

“Quello che ho visto oggi con i miei occhi è un insulto al dolore della povera gente e alla sacralità della morte”, – dichiara senza mezzi termini Riccardo Pellegrino.- “Siamo davanti a loculi di cartongesso e lamiera venduti alla cifra esorbitante di quasi 5.000 euro. È inaccettabile che non sia stata prevista alcuna agevolazione basata sull’ISEE. Chi vive già le difficoltà economiche di tutti i giorni si ritrova un conto salatissimo da pagare per non lasciare il proprio caro a marcire nel deposito mortuario, dove le salme continuano a stazionare senza trovare pace”.

Per questo motivo sono già state annunciate iniziative formali, tra cui un accesso agli atti e un’interrogazione urgente in aula, con l’obiettivo di chiarire modalità, tempi e responsabilità dell’intervento. Al centro della richiesta vi è la necessità di comprendere non solo come sia stata gestita l’emergenza attuale, ma anche se siano previsti ulteriori interventi della stessa tipologia e con quali criteri vengano programmati, in un contesto in cui la trasparenza amministrativa diventa elemento centrale del dibattito.

Una questione che intreccia emergenza, dignità e gestione pubblica

La vicenda del cimitero di Catania mette in evidenza un tema più ampio che va oltre la singola polemica politica: quello della gestione dei servizi essenziali in situazioni di emergenza e del rapporto tra efficienza amministrativa e tutela della dignità dei cittadini. Il nodo centrale riguarda la capacità di garantire soluzioni rapide senza trasformare un bisogno primario, come quello della sepoltura, in un ulteriore peso economico per le famiglie. In questo senso, la discussione si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulla qualità dei servizi pubblici e sulla necessità di coniugare urgenza operativa, sostenibilità economica e rispetto delle condizioni sociali delle persone coinvolte.

Dalila Battaglia

Studentessa di Giurisprudenza con la penna affilata e uno sguardo curioso sul mondo. Unendo la passione del diritto alla scrittura giornalistica, crede che la giustizia sia la chiave per un futuro più equo, dove le leggi siano strumenti di cambiamento e protezione, e non di esclusione.

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Dalila Battaglia

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