
Notte di sangue e piombo alla periferia nord-ovest di Catania. È di almeno tre feriti il bilancio di una violenta sparatoria avvenuta nel rione di San Giovanni Galermo. Le vittime dell’agguato sono tutti minorenni, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, raggiunti da diversi colpi di arma da fuoco in circostanze ancora da chiarire.
I giovani sono stati accompagnati d’urgenza con mezzi privati al pronto soccorso del vicino ospedale Policlinico, dove i medici hanno prestato le prime cure e fatto scattare le procedure d’emergenza.
I proiettili hanno colpito i tre adolescenti in punti diversi del corpo, delineando una dinamica potenzialmente letale. Due dei giovani sono stati raggiunti dai bossoli all’altezza della zona lombare, mentre il terzo minorenne è stato invece ferito alle gambe.
Nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita, ma la gravità dell’azione ha fatto scattare immediatamente il protocollo di sicurezza del presidio sanitario, che ha allertato i centralini delle forze dell’ordine per i necessari accertamenti.
Nel giro di pochi minuti, diverse volanti della Polizia di Stato hanno raggiunto il nosocomio etneo per bloccare l’area e sentire i testimoni, avviando i primi rilievi investigativi.
Gli inquirenti stanno scavando nel passato e nelle frequentazioni dei tre ragazzi per ricostruire il movente del grave fatto di sangue. Le attenzioni della Squadra Mobile si stanno concentrando in modo particolare sulla figura di uno dei tre minorenni, identificato come il figlio di uno dei gestori di una nota piazza di spaccio in via Capo Passero.
Si tratta di un dettaglio che sposta pesantemente l’asse delle indagini verso le dinamiche della criminalità organizzata locale. Secondo quanto emerso dalle più recenti inchieste della Procura, l’intera zona di San Giovanni Galermo è storicamente sotto il rigido controllo del clan Nizza, potente articolazione militare della famiglia di Cosa nostra dei Santapaola-Ercolano. Gli investigatori non escludono al momento alcuna pista, dal regolamento di conti interno alla criminalità minorile fino a un avvertimento legato alla gestione del mercato della droga.
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