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Catania sommersa dalle auto: è la seconda città più motorizzata d’Italia

I risultati del nuovo report MobilitAria fotografano il rapporto tra le città italiane e i mezzi privati. Il capoluogo etneo finisce sul podio della classifica nazionale: ecco i dati su traffico e inquinamento.

Un territorio ancora schiavo dell’auto privata, con tassi di motorizzazione tra i più alti d’Europa. È la fotografia impietosa scattata da MobilitAria 2026, il rapporto realizzato dal Kyoto Club e dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) presentato oggi a Roma. Nel panorama nazionale, Catania conquista un preoccupante secondo posto: si registrano ben 807 vetture ogni 1.000 abitanti.

Il capoluogo etneo si piazza subito dietro Torino, che guida la classifica con 822 auto, e precede Reggio Calabria, terza con 711. Numeri specchio di una dipendenza dai mezzi privati che non risparmia nemmeno le città tradizionalmente considerate più virtuose, come Venezia (447) e Genova (469), le quali restano comunque sopra gli standard del resto del continente.

Qualità dell’aria: segnali positivi nel 2025, ma non basta

Se il parco auto circolante resta ipertrofico, sul fronte della qualità dell’aria il bilancio del 2025 mostra qualche timido segnale di ripresa. Nessuna delle grandi città italiane ha superato i limiti annuali previsti per il biossido di azoto e per le polveri sottili (Pm10 e Pm2,5).

I livelli di biossido di azoto – l’inquinante direttamente collegato ai gas di scarico dei flussi di traffico – sono calati quasi ovunque tra il 3% e il 17% rispetto al 2024. Una tendenza positiva che però registra due preoccupanti eccezioni: Bologna e la siciliana Messina, dove si è assistito invece a un aumento delle concentrazioni.

Nonostante i miglioramenti, la situazione resta complessa. Molti centri urbani continuano a registrare frequenti sforamenti giornalieri (in particolare Milano e Napoli), rimanendo ben al di sopra sia dei nuovi e più rigidi standard europei che entreranno in vigore nel 2030, sia delle soglie di sicurezza indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

L’ombra delle sanzioni europee

La sfida per invertire la rotta e sfoltire il traffico cittadino è ormai cruciale per evitare pesanti ripercussioni economiche.

«Il Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria rappresenta uno strumento centrale proprio per colmare questo divario», ha spiegato Francesco Petracchini, direttore del Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, «e superare le procedure di infrazione che l’Italia ha ricevuto dall’Europa per i superamenti di Pm10 e biossido di azoto». Per città come Catania, la sfida della mobilità sostenibile diventa così un passo obbligato non solo per il decoro urbano, ma per la salute dei cittadini.

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