
l’Ordine degli Architetti interviene nel dibattito dopo i danni causati dal maltempo, sottolineando come la fase di verifica tecnica in corso possa rappresentare un’occasione per ripensare il waterfront etneo in chiave più sostenibile e contemporanea.
Secondo gli architetti, le aree costiere non possono più essere considerate soltanto spazi da ripristinare, ma ecosistemi fragili da gestire con un approccio integrato. Gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni impongono infatti un cambio di prospettiva nella progettazione urbana, soprattutto nei territori esposti ai cambiamenti climatici.
La proposta è quella di un Lungomare più leggero e in equilibrio con il paesaggio naturale: meno superfici impermeabili, più suolo permeabile, maggiore presenza di verde e soluzioni capaci di adattarsi nel tempo all’evoluzione della costa.
Tra le ipotesi anche l’utilizzo di materiali reversibili e strutture flessibili, come passerelle, percorsi rialzati e piattaforme leggere. Per l’Ordine degli Architetti non si tratta di mettere in discussione gli interventi già avviati, ma di aprire un confronto più ampio sul modo di abitare il margine tra città e mare, tenendo insieme sicurezza, qualità dello spazio pubblico e sostenibilità ambientale.
Il Lungomare viene quindi interpretato non solo come infrastruttura urbana, ma come luogo identitario della città. Una possibile occasione per ripensare il rapporto tra Catania e il suo mare alla luce delle nuove sfide climatiche.
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