
Il passaggio dall’università al mondo del lavoro rappresenta uno dei momenti più delicati nella vita di un futuro medico. È proprio su questo snodo che si è concentrato il convegno “Il Giovane Medico – aspetti previdenziali e ordinistici”, ospitato nell’Aula Magna della Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università di Catania. Un incontro che ha messo attorno allo stesso tavolo studenti, Ordine dei Medici ed ENPAM, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per affrontare con maggiore consapevolezza la professione sanitaria, tra responsabilità, tutele e innovazione.
Al centro del dibattito è emersa con forza la necessità di ridurre la distanza tra percorso accademico e realtà professionale. Come sottolineato da Tommaso Piticchio, l’obiettivo dell’iniziativa è proprio quello di accompagnare i futuri medici in una fase spesso sottovalutata ma decisiva, evitando che l’ingresso nel mondo del lavoro coincida con un salto improvviso e poco guidato.
L’incontro ha ribadito come Ordine dei Medici ed ENPAM non siano soltanto enti burocratici, ma strutture che seguono il professionista lungo tutta la carriera. In questo senso, conoscere in anticipo strumenti, opportunità e obblighi diventa un elemento fondamentale per costruire un percorso più solido e consapevole.
Uno dei temi più rilevanti emersi riguarda la scarsa conoscenza, da parte degli studenti, delle opportunità previdenziali offerte dall’ENPAM. A Catania, infatti, meno del 10% degli studenti di Medicina risulta iscritto all’ente, un dato che evidenzia un gap informativo significativo rispetto al potenziale di strumenti disponibili già durante il percorso universitario.
Come spiegato dai rappresentanti ENPAM, l’iscrizione precoce consente di accumulare contribuzione con costi ridotti e di accedere a forme di riscatto della laurea molto più vantaggiose rispetto a quelle post-abilitazione. A questo si aggiungono misure di welfare dedicate ai giovani medici, come sostegni alla genitorialità, prestiti agevolati e borse di studio, che rendono il sistema previdenziale non solo un obbligo futuro, ma una risorsa immediata per lo studente.
Accanto agli aspetti previdenziali, il convegno ha posto l’accento anche sulla trasformazione digitale della sanità. La presentazione della piattaforma “Tech2Doc” ha evidenziato come la formazione del medico oggi non possa prescindere dall’utilizzo delle nuove tecnologie applicate alla salute.
L’iniziativa, gratuita e pensata anche per gli studenti, rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione stia entrando stabilmente nella pratica clinica, modificando strumenti, processi decisionali e modalità di cura. L’obiettivo è quello di preparare una nuova generazione di professionisti in grado di coniugare competenze cliniche e digitali.
Il convegno ha messo in evidenza anche il ruolo strategico della collaborazione tra Università, Ordine dei Medici, ENPAM e sistema sanitario. Come sottolineato dal direttore generale dell’AOUP, il Policlinico rappresenta il punto di connessione naturale tra formazione e lavoro, dove si costruisce il passaggio dalla teoria alla pratica.
Al centro resta la necessità di creare una rete stabile tra istituzioni, capace di accompagnare i giovani medici non solo nella fase di ingresso, ma lungo tutto il loro percorso professionale. Un investimento sul futuro della sanità che parte proprio dalle aule universitarie e dalla capacità di rendere gli studenti protagonisti consapevoli del proprio cammino.
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