
Sciopero scuola 18 maggio: mobilitazioni in arrivo con possibili pesanti ripercussioni sulla regolarità delle lezioni e sulle attività progettuali degli istituti.
Nella giornata di domani, il mondo della scuola incrocerà le braccia all’interno dello sciopero generale nazionale di ventiquattro ore. Subito dopo, a partire dal 22 maggio e per un intero mese, scatterà una seconda e distinta forma di protesta che colpirà in modo specifico gli istituti tecnici.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha già diffuso i primi avvisi ufficiali per informare le famiglie e le dirigenze scolastiche sui possibili disagi in arrivo.
La protesta di inizio settimana è stata proclamata dall’Unione Sindacale di Base (Usb) e coinvolgerà, oltre alla scuola, anche i settori dei trasporti, della sanità e della pubblica amministrazione. Nel comparto scuola l’agitazione interesserà sia il personale docente che il personale Ata.
L’effettiva entità dei disagi dipenderà dal tasso di adesione dei lavoratori nei singoli istituti, ma l’attività didattica e il funzionamento ordinario dei plessi scolastici potrebbero subire diverse alterazioni. Si prospettano possibili riduzioni dell’orario delle lezioni, la sospensione delle attività pomeridiane o disagi legati ai servizi amministrativi e alla sorveglianza degli studenti.
Le singole scuole sono tenute a comunicare tempestivamente alle famiglie le variazioni organizzative previste. Per quanto riguarda il raggiungimento delle sedi scolastiche da parte degli studenti pendolari, si ricorda che per il trasporto pubblico locale e ferroviario rimarranno comunque attive le consuete fasce di garanzia previste dalla legge.
Cessata l’emergenza dello sciopero generale, la tensione si sposterà sul fronte degli istituti tecnici. Come confermato dal Ministero dell’Istruzione, le sigle sindacali Flc Cgil e Unicobas Scuola e Università hanno indetto uno sciopero delle prestazioni aggiuntive che si protrarrà dal 22 maggio fino al 21 giugno.
Questo tipo di agitazione non prevede l’astensione totale dal lavoro (le lezioni ordinarie si svolgeranno regolarmente), ma il rifiuto di svolgere tutte le mansioni extra rispetto all’orario d’obbligo. Sotto la lente della protesta ci sono in particolare le attività collegate alla nuova riforma della filiera tecnologico-professionale.
La mobilitazione prolungata rischia di paralizzare diverse attività strategiche delle scuole, tra cui il conferimento di incarichi extra, lo svolgimento di attività progettuali e l’adempimento di funzioni organizzative legate proprio ai nuovi percorsi della riforma.
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