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Traghetti d’oro in Sicilia: scoppia la rivolta contro i nuovi listini Caronte

L'adeguamento tariffario della società di navigazione colpisce duramente i collegamenti con Eolie, Egadi e Pantelleria.

Una nuova bufera si abbatte sui collegamenti marittimi della Sicilia. Il gruppo Caronte & Tourist, come riportato da ANSA, ha annunciato un sensibile adeguamento delle tariffe per i collegamenti con le isole minori, con aumenti che variano tra il 30% e il 50%. I rincari, che entreranno in vigore a partire dal prossimo 15 maggio, interesseranno tutte le categorie: dai passeggeri residenti ai pendolari, dai turisti fino ai mezzi commerciali.

Le ragioni dell’aumento

Secondo quanto comunicato dalla società di navigazione, la decisione è stata resa necessaria dall’impennata dei costi del carburante e dalla necessità di riequilibrare il piano economico-finanziario dei servizi. Al momento, l’unico scalo che sembrerebbe escluso da questa ondata di aumenti è quello delle isole Pelagie (Lampedusa e Linosa), per le quali restano in vigore i listini attuali in attesa di ulteriori determinazioni regionali.

La rivolta dei sindaci e degli operatori

L’annuncio ha scatenato un’immediata levata di scudi da parte delle amministrazioni locali e delle associazioni di categoria.

Il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, ha definito la situazione “del tutto inaccettabile”, sottolineando come l’isola sia già pesantemente penalizzata da collegamenti spesso inadeguati e irregolari. “Un aumento di queste dimensioni,” ha dichiarato D’Ancona, “colpisce il diritto fondamentale alla mobilità e mette a rischio la stagione turistica proprio al suo avvio.”

Sulla stessa linea Federalberghi Isole Minori, con il presidente Christian Del Bono che ha parlato di uno scenario “insostenibile”. L’associazione ha già inviato un appello urgente al Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e ai vertici della Regione Siciliana, chiedendo l’intervento di risorse pubbliche per calmierare i prezzi e bloccare gli aumenti.

Allarme per l’economia locale

Anche Confesercenti Sicilia ha espresso forte preoccupazione per le ricadute economiche. Oltre ai residenti, a subire l’impatto maggiore saranno le imprese di logistica e approvvigionamento: l’aumento del 50% sulle tariffe dei mezzi commerciali rischia di tradursi in un immediato rincaro dei beni di prima necessità (cibo, acqua, medicinali) sugli scaffali delle isole, alimentando un’inflazione locale già superiore alla media nazionale.

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