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Riforma Valditara: i Promessi Sposi fuori dal biennio dei licei

Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola: addio a Manzoni nel biennio, torna la Geografia autonoma ed entra lo studio dell'IA. Ecco tutte le novità.

​È una svolta storica quella contenuta nelle nuove Indicazioni Nazionali per i licei, approvate dalla commissione ministeriale. Il cuore della riforma tocca uno dei pilastri della letteratura italiana: I Promessi Sposi. Il capolavoro di Alessandro Manzoni, tradizionalmente affrontato nel primo biennio delle superiori, viene ufficialmente “spostato” al quarto anno.

​Perché questo addio (al biennio)?

​L’obiettivo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito è quello di rendere la scuola meno nozionistica e più vicina alla sensibilità degli studenti odierni. Secondo le nuove linee guida, il romanzo di Manzoni risulta spesso “troppo distante” o linguisticamente complesso per i quindicenni.

​L’idea è di lasciare spazio, nei primi due anni, ad autori contemporanei e letture più accessibili che possano stimolare il piacere di leggere, rimandando lo studio sistematico di Manzoni alla quarta superiore, nel momento in cui il programma affronta storicamente l’Ottocento.

Non solo Manzoni: ecco cosa cambia

​La riforma Valditara non si ferma alla letteratura. Il piano di studi dei licei vedrà diverse novità strutturali:

  • ​Addio alla “Geostoria”: La materia ibrida introdotta con la riforma Gelmini viene smantellata. Ritornano Storia e Geografia come discipline autonome, con programmi più ampi focalizzati su geopolitica, migrazioni e ambiente;
  • ​Intelligenza Artificiale (IA): L’educazione digitale entra nel vivo. Gli studenti dovranno imparare non solo a usare l’IA, ma a comprenderne i rischi, i limiti etici e a distinguere le informazioni attendibili dai contenuti generati automaticamente;
  • ​Educazione alle Relazioni: In risposta alle cronache attuali, vengono inseriti percorsi strutturali sull’empatia, il rispetto reciproco e il contrasto alla violenza di genere;
  • ​Matematica applicata: La disciplina si sposta dal puro calcolo tecnico verso un utilizzo più pratico per l’analisi della realtà e delle decisioni concrete.

​Le polemiche

​Non mancano le critiche da parte del mondo accademico e degli insegnanti. Molti temono che posticipare i classici possa rappresentare un “gioco al ribasso” culturale, mentre i sostenitori della riforma vedono in questo cambiamento un modo per evitare che gli studenti si allontanino definitivamente dalla lettura a causa di testi percepiti come troppo ostici.

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