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Catania, Consiglio comunale approva il Garante dei detenuti

Il Consiglio comunale approva il Garante dei detenuti: figura indipendente per tutelare i diritti e rafforzare inclusione e rieducazione.

Il Consiglio comunale di Catania compie un passo significativo sul fronte dei diritti civili approvando all’unanimità il regolamento per l’istituzione del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale. Una figura nuova, autonoma e indipendente, pensata per rafforzare la tutela dei diritti umani a livello locale e garantire un contatto diretto tra istituzioni e cittadini in condizioni di restrizione.

Una figura di prossimità per i diritti fondamentali

Il nuovo regolamento, presentato dall’assessora Serena Spoto, definisce in modo dettagliato ruolo, funzioni e modalità operative del Garante, configurandolo come organo monocratico indipendente. A differenza del Garante nazionale, questa figura avrà una dimensione territoriale più concreta, diventando un punto di riferimento diretto per detenuti e persone private della libertà personale.

Il Garante opererà come osservatore e interlocutore, con il compito di vigilare sul rispetto dei diritti, segnalare eventuali violazioni e promuovere un dialogo costante con le istituzioni coinvolte. Un ruolo che si inserisce in una visione più ampia di giustizia, che non si limita alla detenzione ma punta alla dignità e al reinserimento sociale.

Nomina, autonomia e garanzie di indipendenza

Uno degli aspetti più rilevanti del regolamento riguarda le modalità di nomina e le garanzie di autonomia della figura. Il Garante sarà scelto dal Consiglio comunale tramite scrutinio segreto, con successiva ratifica del sindaco, e resterà in carica per sei anni. Una durata più lunga rispetto alla consiliatura, pensata proprio per rafforzarne l’indipendenza e sottrarla a logiche politiche contingenti.

Il testo introduce inoltre criteri stringenti per l’accesso al ruolo, escludendo soggetti con incarichi politici o specifiche categorie professionali, come gli avvocati penalisti, per evitare conflitti di interesse. Modifiche e integrazioni, frutto del lavoro delle commissioni e dei consiglieri, hanno contribuito a rendere il regolamento più solido ed efficace.

Funzioni: tutela, ascolto e sensibilizzazione

Il Garante non avrà soltanto una funzione di controllo, ma sarà anche promotore attivo di iniziative di sensibilizzazione e inclusione. Tra i suoi compiti rientrano la promozione dei diritti di partecipazione, l’accesso ai servizi comunali e la diffusione della cultura della rieducazione, principio cardine del sistema penitenziario. “Si tratta di un passo fondamentale per la tutela dei diritti umani e soprattutto dei soggetti che vivono un periodo di restrizione della propria libertà personale”, ha dichiarato l’assessora Spoto, sottolineando come l’obiettivo sia quello di garantire diritti di cittadinanza effettivi anche a chi si trova in condizioni di fragilità.

Un approccio che punta a superare la distanza tra istituzioni e detenuti, favorendo percorsi di reintegrazione.

Bilancio, emergenze e altre delibere approvate

Nel corso della stessa seduta, il Consiglio comunale ha approvato anche una variazione al bilancio di previsione 2026-2028 legata agli effetti del ciclone Harry, su proposta dell’assessore Giuseppe Marletta. L’intervento prevede l’inserimento di circa due milioni di euro, derivanti dalla raccolta fondi “Catania aiuta Catania”, destinati al recupero delle aree danneggiate.

Infine, l’Aula ha dato il via libera anche all’aggiornamento del regolamento del Consiglio comunale, illustrato dal presidente Sebastiano Anastasi, adeguandolo alle disposizioni della legge regionale 4/2026. Una seduta densa di provvedimenti che segna un rafforzamento complessivo dell’azione amministrativa, tra diritti, emergenze e governance istituzionale. Per la CISAL Catania, l’istituzione del Garante rappresenta un passo significativo, ma non sufficiente. L’obiettivo resta quello di costruire una città in cui i diritti siano realmente garantiti per tutti, dalle persone detenute ai cittadini più fragili: “Continueremo a vigilare e a proporre – conclude Lo Schiavo – affinché Catania diventi una città più equa, moderna e inclusiva”.

Dalila Battaglia

Studentessa di Giurisprudenza con la penna affilata e uno sguardo curioso sul mondo. Unendo la passione del diritto alla scrittura giornalistica, crede che la giustizia sia la chiave per un futuro più equo, dove le leggi siano strumenti di cambiamento e protezione, e non di esclusione.

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