
I carabinieri della compagnia di Paternò hanno arrestato un ragazzo di 16 anni con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, al termine di un’attività di osservazione mirata nel territorio. L’intervento è scattato nel pomeriggio in una piazza periferica del paese, un’area già attenzionata dalle forze dell’ordine per possibili episodi legati allo spaccio tra giovanissimi. Secondo quanto ricostruito, i militari avrebbero notato il ragazzo mentre si muoveva con atteggiamento sospetto, controllando ripetutamente il cellulare come se fosse in attesa di un contatto, fino all’arrivo di un altro giovane a bordo di uno scooter che avrebbe dato avvio allo scambio.
Gli investigatori riferiscono di aver assistito a un presunto scambio rapido tra i due: un involucro in carta stagnola consegnato in cambio di denaro. A quel punto è scattato l’intervento immediato dei carabinieri, che hanno bloccato il 16enne impedendogli qualsiasi tentativo di fuga. La successiva perquisizione ha portato al ritrovamento di un borsello contenente 9 dosi di marijuana, per un peso complessivo di circa 15 grammi, insieme a 359 euro in contanti, ritenuti verosimilmente provento dell’attività di spaccio. Nello stesso contesto sono stati sequestrati anche materiali utilizzati per il confezionamento delle dosi, tra cui carta stagnola e ritagli di alluminio, elementi che secondo gli inquirenti confermerebbero una gestione organizzata, seppur su piccola scala, dell’attività illecita.
Nel corso delle verifiche successive all’identificazione è emerso anche che il minorenne sarebbe stato alla guida dello scooter senza aver mai conseguito la patente, un dettaglio che aggiunge ulteriori profili di irregolarità alla vicenda. Le autorità stanno ora approfondendo la posizione del giovane per ricostruire eventuali collegamenti con altri soggetti e capire se si tratti di un episodio isolato oppure di un contesto più ampio di micro-spaccio diffuso tra adolescenti. Tutto il materiale sequestrato è stato posto sotto custodia, mentre le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura per i minorenni.
Il ragazzo è stato trasferito presso il Centro di prima accoglienza per minori di Catania su disposizione dell’autorità giudiziaria minorile, che ora dovrà valutare la sua posizione. L’episodio, tuttavia, si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il crescente coinvolgimento di giovanissimi in dinamiche di micro-criminalità e spaccio, soprattutto nelle aree periferiche. Proprio su questo tema si innesta un’analisi più ampia, Allarme minori e mafia: Catania prima in Italia , che evidenziano come Catania risulti tra le realtà più esposte in Italia al fenomeno del disagio minorile e della devianza giovanile, un elemento che rende sempre più centrale il tema della prevenzione sociale oltre che dell’intervento repressivo delle forze dell’ordine.
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