Unict e imprese, nasce la Fondazione per il futuro

A Catania nasce “Siciliae Studium Generale 1434”: Unict e imprese unite per formare competenze e trattenere talenti sul territorio.

Unict; Mettere in connessione università e imprese per costruire un ecosistema capace di trattenere talenti e generare sviluppo: è questa la sfida della Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434”, nata dalla collaborazione tra l’Università di Catania e alcune tra le più rilevanti realtà imprenditoriali del territorio. A delinearne la visione è Franz Di Bella, Ceo di Netith e membro del consiglio di amministrazione, che indica con chiarezza la direzione da seguire: superare definitivamente la separazione tra formazione accademica e mondo produttivo.

Un nuovo modello di collaborazione tra università e imprese

La Fondazione si propone come un vero e proprio laboratorio di integrazione tra sapere accademico e competenze richieste dal mercato del lavoro, ribaltando un modello che per anni ha visto università e imprese muoversi su binari paralleli. L’obiettivo non è solo favorire il dialogo, ma costruire un sistema strutturato in cui le aziende possano contribuire attivamente alla definizione dei percorsi formativi, indicando fabbisogni concreti e partecipando alla creazione di figure professionali adeguate alle sfide contemporanee. In questo senso, il ruolo dell’ateneo diventa ancora più strategico: non soltanto luogo di formazione teorica, ma motore di innovazione e sviluppo territoriale: “Università e impresa non possono più essere mondi separati. Dobbiamo rafforzare il trasferimento tecnologico e rendere le competenze immediatamente spendibili, superando modelli tradizionali non più sufficienti”, ha sottolineato Di Bella, evidenziando come il cambiamento non sia più rinviabile ma rappresenti una condizione necessaria per competere.

La sfida decisiva: trattenere i talenti in Sicilia

Uno dei punti più critici su cui interviene la Fondazione riguarda la capacità del territorio di trattenere i giovani qualificati. La Sicilia, e in particolare Catania, continua a formare eccellenze che troppo spesso trovano sbocco professionale altrove, alimentando un fenomeno che impoverisce il tessuto economico locale. La nuova sinergia punta a colmare questo divario, creando opportunità concrete e percorsi chiari che riducano l’incertezza e rendano il territorio più attrattivo.

In questa prospettiva, la questione non è tanto la mancanza di lavoro, quanto la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di competenze. «Non ci manca il talento, ma serve un sistema in grado di valorizzarlo», è il messaggio che emerge con forza, insieme alla necessità di costruire un ambiente capace di offrire prospettive credibili a chi sceglie di restare.

Un sistema trasversale che coinvolge tutti i settori produttivi

La forza della Fondazione risiede anche nella composizione del network imprenditoriale che la sostiene: un gruppo eterogeneo che spazia dall’high-tech all’edilizia, dalla sanità all’agroalimentare, includendo protagonisti come Salvatore Palella. Questa varietà consente di avere una visione ampia e articolata delle esigenze del mercato, evitando il rischio di concentrare gli sforzi su un solo comparto e garantendo invece un approccio inclusivo e strategico.

I lavori del consiglio di amministrazione sono già entrati in una fase operativa, con l’individuazione delle prime aree su cui intervenire e dei percorsi formativi da attivare nel breve periodo. L’obiettivo è quello di rispondere in modo rapido e concreto alle necessità delle imprese, costruendo un’offerta formativa dinamica e costantemente aggiornata.

Istituzioni, politica e comunicazione: le condizioni per crescere

Affinché il progetto possa esprimere tutto il suo potenziale, sarà fondamentale il contributo delle istituzioni e del contesto politico-amministrativo. La collaborazione con Confindustria Catania rappresenta un primo passo importante, ma serve un impegno più ampio per rendere il territorio realmente competitivo. Snellire le procedure, garantire tempi certi e costruire una visione industriale chiara sono elementi imprescindibili per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo.

Accanto a questo, anche il ruolo dell’informazione diventa centrale: raccontare in modo efficace le opportunità del territorio contribuisce a migliorarne la percezione e ad aumentarne l’attrattività. La sfida, oggi, è quella di fare sistema, mettendo insieme competenze, risorse e visioni in un progetto condiviso che non rappresenti solo un’opportunità, ma una responsabilità collettiva verso il futuro della Sicilia.

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