Categorie: Attualità

Ponte sullo Stretto: tra “allarmismo” e realtà, ecco la tabella di marcia

Negli ultimi giorni, il dibattito pubblico attorno alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina è stato alimentato da titoli allarmistici e ricostruzioni che parlavano di stop improvvisi e rinvii pluriennali. Tuttavia, analizzando i documenti e i passaggi istituzionali previsti, emerge una narrazione ben diversa: il progetto non è fermo, ma segue un iter burocratico e tecnico rigoroso.

Facciamo chiarezza sulle date e sulle tappe che segneranno i prossimi mesi.

La roadmap del 2026: i passaggi chiave

Il cuore della fase autorizzativa si concentrerà nella prima metà del prossimo anno. Secondo il cronoprogramma ufficiale, il punto di svolta è fissato per il 31 maggio 2026, data prevista per l’approvazione della Delibera CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile).

Subito dopo, l’iter procederà come segue:

  • Fine giugno 2026: il provvedimento passerà al vaglio della Corte dei Conti. Come già avvenuto per altre grandi opere, la delibera verrà registrata, garantendo la continuità amministrativa.

  • Fine luglio 2026: è prevista la pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale, l’ultimo atto formale prima dell’operatività.

Agosto 2026: l’avvio delle attività preliminari

Contrariamente alle voci di rinvio, la fine dell’estate 2026 segnerà l’inizio dei lavori tangibili sul territorio. Le attività previste per agosto includono:

  1. Bonifica BOE: la ricerca e rimozione di eventuali ordigni bellici inesplosi.

  2. Iter procedurale: firma dell’atto aggiuntivo e dichiarazione di pubblica utilità.

  3. Espropri: avvio formale delle procedure per le aree interessate dal tracciato.

In parallelo a queste fasi, inizierà l’allestimento dei cantieri principali, con un focus particolare sul sito strategico di Ganzirri, che fungerà da hub logistico fondamentale per l’opera.

Prospettive per il 2027

Se il calendario verrà rispettato senza intoppi burocratici straordinari, la primavera del 2027 vedrà l’avvio delle prime opere a terra. Si tratta di un passaggio non solo tecnico ma anche simbolico, che dovrebbe concretizzarsi a ridosso della prossima tornata di elezioni politiche.

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