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“Trasformare un problema ricorrente in un’opportunità economica e ambientale”: È questo l’obiettivo della Regione Siciliana che punta al riutilizzo delle ceneri vulcaniche dell’Etna, da anni considerate soprattutto un costo per i Comuni a causa delle operazioni di raccolta e smaltimento.
«Vogliamo promuovere l’attività dell’assessorato regionale e informare Comuni e aziende della possibilità di tramutare un problema in opportunità – ha dichiarato l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni –. Abbiamo predisposto regole con uno standard chiaro per il riuso della cenere vulcanica che da rifiuto diventa risorsa».
L’assessore ha parlato questa mattina durante il convegno tecnico-scientifico “Riutilizzo sostenibile delle ceneri vulcaniche dell’Etna – CeVEtna”, che si è svolto al Palazzo della Regione di Catania.
Secondo quanto spiegato dall’assessorato, l’obiettivo è creare una vera e propria filiera del riutilizzo della cenere vulcanica, coinvolgendo imprese, enti locali e mondo della ricerca.
La Regione intende infatti mettere in campo misure economiche di sostegno per le aziende interessate e valutare la creazione di un albo di imprese specializzate, da costruire insieme ai Comuni; Per le amministrazioni locali, la gestione della cenere vulcanica ha rappresentato finora soprattutto un costo, con il nuovo sistema, invece, potrebbe trasformarsi in una risorsa economica e produttiva.
Il progetto si inserisce anche negli obiettivi europei sulla gestione dei rifiuti.
«Entro il 2035 non potremo più conferire in discarica oltre il 10% dei rifiuti – ha aggiunto Colianni – e il governo Schifani sta lavorando per raggiungere questo traguardo».
In quest’ottica è allo studio anche una misura da 147 milioni di euro del Fesr, destinata alla realizzazione di piattaforme per il riuso e il riciclo dei materiali.
Grazie alle linee guida regionali sul riutilizzo delle ceneri vulcaniche, il materiale potrà essere impiegato in diversi cicli produttivi, in particolare nel settore agricolo e nell’edilizia, riducendo costi e procedure di smaltimento.
Il tema è stato approfondito anche dagli studiosi dell’Università di Catania.
«Le attività di ricerca del nostro dipartimento si sono concentrate soprattutto sui materiali per l’edilizia – ha spiegato Gianluca Cicala, vice direttore del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura (Dicar) – ma abbiamo avviato collaborazioni anche con aziende attive nei bitumi e in nuovi settori produttivi».
Tra le applicazioni più promettenti c’è quella delle fibre di basalto, considerate una possibile alternativa green alla vetroresina nel campo dei materiali compositi.
Per gli enti locali il riutilizzo della cenere potrebbe rappresentare una svolta.
«Questo decreto va finalmente nella direzione che auspicavamo – ha sottolineato il sindaco metropolitano di Catania Enrico Trantino – perché individua le possibili destinazioni delle ceneri e consente un risparmio significativo sui costi di smaltimento sostenuti finora dai Comuni».
Il presidente del Parco dell’Etna Massimiliano Giammusso ha inoltre assicurato la disponibilità dell’ente a promuovere l’iniziativa tra le amministrazioni locali dell’area protetta.
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