
Chi l’ha detto che le Olimpiadi Invernali sono un affare riservato solo a chi è nato tra le nevi perenni? Con l’inizio dei Giochi di Milano-Cortina 2026, la Sicilia dimostra che la passione olimpica non conosce latitudini, trasformandosi in un ponte ideale tra il Mar Ionio e le Dolomiti.
Il viaggio della Fiamma Olimpica, che ha attraversato la Sicilia tra dicembre e gennaio, è stato molto più di una semplice staffetta. È stata la celebrazione delle eccellenze siciliane che hanno fatto la storia dello sport mondiale.
A guidare il percorso sono stati i giganti dell’isola: Vincenzo Nibali, lo “Squalo dello Stretto”, ha emozionato la sua Messina portando la fiaccola a pochi passi dal mare, mentre a Catania la leggenda della pallanuoto Tania Di Mario e il pugile Salvatore Cavallaro hanno acceso l’entusiasmo della folla sotto l’ombra dell’Etna. Non sono mancati volti amati come Filippo Inzaghi (tedoforo a Palermo), Luigi Busà e la campionessa di scherma Rossella Fiamingo, a testimoniare che lo spirito olimpico è un linguaggio universale.
Sebbene gli atleti in gara per le medaglie invernali siano prevalentemente originari dell’arco alpino, il nome di Orazio Fagone continua a risuonare come il più grande esempio di legame tra Sicilia e ghiaccio. Il catanese, già oro nello Short Track e pioniere del Para Ice Hockey, rimane il punto di riferimento per ogni giovane siciliano che sogna i pattini o gli sci, dimostrando che un “ragazzo del Sud” può dominare il mondo anche a temperature sotto zero.
Mentre i campioni si sfidano a Cortina, in Sicilia l’attenzione si sposta sul vulcano. Gli impianti di Piano Provenzana e Nicolosi sono diventati in questi mesi hub per eventi promozionali legati ai Giochi. L’obiettivo è chiaro: sfruttare l’onda emotiva di Milano-Cortina per potenziare gli sport invernali sull’Etna, un luogo unico dove si può sciare guardando il mare, e chissà, formare il primo sciatore alpino siciliano per le edizioni future.
In queste settimane, le piazze di Palermo e Catania ospiteranno maxischermi e aree “Fan Zone” per seguire le gare dei 196 azzurri. La Sicilia non gareggia per le medaglie di bronzo, argento o oro sulla neve, ma vince la medaglia della passione, confermandosi terra di sportivi che sanno sognare in grande, anche quando il paesaggio non è bianco, ma blu cobalto.
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