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Niscemi travolta dalla frana: abitazioni distrutte e famiglie costrette a fuggire

La situazione continua a peggiorare nella cittadina siciliana di Niscemi: Nello Musumeci concentra le sue forze sul ripristino della sicurezza.

La situazione a Niscemi, cittadina siciliana di circa 25 mila abitanti, è sempre più drammatica. Come riportato dal Corriere della Sera, la popolazione si è stretta in preghiera attorno alla propria patrona, la Madonna Santissima del Bosco, invocando protezione e speranza per fermare una catastrofe che sta stravolgendo la vita dell’intero territorio.

La frana nel quartiere Sante Croci

È nel quartiere Sante Croci che, domenica scorsa, tutto ha smesso di funzionare: Qui la frana ha colpito con maggiore violenza e continua ancora ad avanzare. Una parte della collina è stata letteralmente annientata: abitazioni crollate, terreno instabile e un fronte di smottamento che cresce giorno dopo giorno, alimentando paura e incertezza tra i residenti.

L’addio forzato alle case

Un’altra voce è quella di Fabrizio Cirrone, come riportato dal Corriere della Sera, niscemese costretto ad abbandonare la propria abitazione nel cuore della notte. Secondo il suo racconto, la situazione attuale è il risultato anche di anni di abusivismo e scelte urbanistiche sbagliate, errori che in Sicilia si sono ripetuti nel tempo e che oggi presentano un conto pesantissimo.

L’analisi degli esperti

A studiare la frana è Nicola Casagli, professore di Geologia applicata all’Università di Firenze e tecnico della Protezione civile. Il quadro che emerge dalle sue parole è impressionante:

«Premesso che io non ho mai visto una frana così enorme, con questo fronte di 4 chilometri e 700 metri, e detto anche che è destinata ad avanzare un po’, ci aspettiamo una trentina di metri, bisogna riconoscere che il centro storico di Niscemi è stato costruito in una zona assolutamente sicura».

Casagli sottolinea inoltre che l’espansione verso le aree marginali è avvenuta nel corso dei secoli e non riguarda soltanto edificazioni recenti. Aggiunge infine:

«Lo metterei dopo il Vajont e al livello della frana di Ancona. È molto simile a quella che sconvolse l’isola di White, in Inghilterra».

Sfollati e solidarietà

Sono 1.600 i cittadini sfollati, costretti a lasciare le proprie case e accolti da amici e parenti. Un gesto di solidarietà che testimonia la coesione della comunità, ma che evidenzia anche la gravità dell’emergenza che Niscemi sta vivendo.

Sulla vicenda è intervenuto anche Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le Politiche del Mare, che ha annunciato misure di sostegno per le famiglie colpite:

«La linea del fronte continua ad arretrare in senso contrario, perché arretra verso il centro abitato e quindi l’area rossa è destinata ad allargarsi se questo fenomeno non si dovesse arrestare».

E aggiunge:

«Per il governo nazionale e per la Protezione civile è importante intanto consentire alle famiglie che sono state costrette ad allontanarsi, molte delle quali non potranno più tornare nelle loro case, la possibilità di avere presto un tetto dignitoso».

La priorità resta ora la sicurezza delle persone e il ripristino di condizioni di vita dignitose per una comunità ferita ma determinata a non arrendersi.

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