Categorie: Utility e Società

Bonus mamme 2026 in busta paga: come funziona e quando arriva

Bonus mamme 2026, confermato anche per quest'anno l'incentivo economico destinato ad aiutare tutte le lavoratrici del settore pubblico e privato.

Bonus mamme: anche per il 2026 le lavoratrici del settore pubblico e privato avranno diritto al bonus mamme in busta paga. Nello specifico si tratta di un aiuto destinato a tutte le madri che lavorano. Il bonus  verrà riconosciuto tramite esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali a loro carico (parliamo dei contributi IVS per le dipendenti del settore privato e del contributo FAP per le dipendenti PA), pari al 9,19%. Si ricorda che tale contributo economico sarà valido solo nel caso di lavoratrici madri con più di due figli e in possesso di specifici requisiti. Di seguito tutti i dettagli e le novità.

Bonus mamme, a chi spetta

L’incentivo economico spetterà alle lavoratrici madri dipendenti del settore pubblico e privato con più di due figli, che siano assunte a tempo indeterminato. Nello specifico l’esonero in questione sarà:

  • accessibile a tutte le lavoratrici madri e riguarda tutti i rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato dei settori pubblico e privato, incluso il settore agricolo. Sono compresi i rapporti di lavoro a scopo di somministrazione, i casi di regime di part-time o apprendistato, con l’esclusione dei rapporti di lavoro domestico. Qualora un rapporto di lavoro a tempo determinato venga convertito a tempo indeterminato, l’esonero può trovare legittima applicazione a decorrere dal mese di trasformazione a tempo indeterminato;
  • destinato alle lavoratrici che, nel periodo tra il 1 gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026, sono madri di almeno tre figli, di cui il più giovane ha meno di 18 anni. Il requisito viene considerato soddisfatto al momento della nascita del terzo figlio e rimane valido anche in caso di premorienza o uscita di uno o più figli dal nucleo familiare.

Bonus mamme, gli importi previsti

Nello specifico, la decontribuzione spettante alle lavoratrici è pari a circa il 9,19% dello stipendio, corrispondente alla quota di contributi previdenziali che le dipendenti devono versare, suddivisa tra il contributo IVS per il settore privato e il contributo FAP per quelle impiegate nella Pubblica Amministrazione. Tuttavia, l’esonero contributivo ha un limite annuale di 3.000 euro, con una soglia mensile che non può superare i 250 euro (pari a 3.000 euro diviso 12). Per i contratti di lavoro avviati o conclusi durante il mese, questa cifra va proporzionata: il valore giornaliero dell’esonero viene calcolato come 8,06 euro, 250 euro diviso 31 giorni.

Tali soglie massime devono ritenersi valide anche nelle ipotesi di rapporti di lavoro part-time, per le quali, pertanto, non è richiesta una riparametrazione dell’ammontare dell’esonero spettante. La cifra viene versata direttamente all’INPS dallo Stato.

Bonus mamme, come richiederlo

Per richiedere l’incentivo sarà necessario:

  • rivolgersi al datore di lavoro e comunicare l’intenzione di usufruire dell’esonero, indicando il numero dei figli e fornendo il codici fiscale degli stessi;
  • comunicare direttamente all’INPS le informazioni relative ai codici fiscali dei figli mediante un’applicazione denominata “Utility Esonero Lavoratrici Madri”.
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