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Disoccupazione in Italia, 38 mila contratti non rinnovati: donne e giovani i più colpiti

Sarebbero proprio i giovani e le donne le categorie più penalizzare e a rischio disoccupazione in Italia. Di seguito tutti i dati Istat raccolti.

Sarebbero proprio i giovani e le donne le categorie più penalizzare e a rischio disoccupazione in Italia, questi gli ultimi dati raccolti dall’Istat! I dati e i numeri di occupazione in Italia, pubblicati l’8 gennaio 2026, offrono un panorama del lavoro altamente contraddittoria e altalenante. Si tratta, in particolare, del mancato rinnovo che colpisce in modo selettivo i lavoratori con contratti a termine. In un sol mese circo 38 mila rapporti di lavoro non sono stati rinnovati! Un grido sordo che sembra non trovare ascoltato.

I numeri e le fasce maggiormente colpite

Solo a novembre 2025, il numero complessivo di occupati in Italia è diminuiti dello 0,1%. La percentuale sembra essere bassa, ma si parla di circa 38 mila unità in meno in soli 30 giorni.

Se si osservano con attenzione le tabelle fornite dall’Istat si osserva come il tasso di occupazione femminile, negli ultimi mesi del 2025, sia sceso del 9,3%, mentre quello maschile di soli -4,4%. Nello specifico nel mese di novembre 2025, rispetto al mese precedente, si osserva un tasso di occupazione che scende di 0,1 punti per la popolazione maschile e 0,2 punti per quella femminile. Di conseguenza cresce il tasso di inattività, per gli uomini dello 0,1% e per le donne dello 0,3%.

Emergono quindi forti discrepanze di genere. Per le donne, il tasso di occupazione scende sotto quota 30 e, contestualmente, si registra un forte aumento del tasso di inattività nella fascia di età 15-64 anni, che raggiunge un +49, quasi il doppio rispetto ai colleghi maschi. Per quanto riguarda gli uomini, nel mese di novembre 2025 il tasso di occupazione diminuisce in misura molto più contenuta, attestandosi a -4, mentre il tasso di inattività cresce fino a +23.

Cresce la disoccupazione tra i giovani

Analizzando più nel dettaglio i dati, emerge che nel mese di novembre 2025 si registra una diminuzione del 1,2% per i dipendenti a termine, con un totale di circa 2 milioni 477 mila persone. Per quanto riguarda gli autonomi, la diminuzione è dello 0,2%, pari a circa 215 mila persone. Per quanto concerne i dipendenti a tempo indeterminato, 16 milioni 496mila lavoratori, i valori rimangono sostanzialmente invariati.

In termini tendenziali e soprattutto dal punto di vista demografico, tra ottobre e novembre 2025, il tasso di occupazione diminuisce e quello di inattività cresce in tutte le classi di età, ad eccezione dei 25-34enni. In questa fascia d’età sembra invece crescere! Guardando l’evoluzione annuale, su base annua, il tasso di occupazione diminuisce tra i giovani di 15-24 anni, resta stabile tra i 35-49enni e aumenta tra i 25-34enni e tra coloro che hanno almeno 50 anni. La situazione appare particolarmente allarmante se si considera che, nel solo mese di novembre, il tasso di inattività tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 78,8%. In altre parole, sempre più giovani, tra i 25 e i 34 anni, incontrano sempre più difficoltà nell’ingresso del mondo del lavoro e trovare quindi una propria stabilizzazione occupazionale ed economica! Per questa fascia d’età, circa un 24,9% è del tutto inattivo. Tale tasso torna a crescere tra le tra le persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni, raggiungendo, in questo caso, un 30,4%.

Ilaria Santamaria

Laureata in lettere e futura filologa comparatista. Ad occupare il mio tempo libero lunghe passeggiate sotto il sole e una buona lettura di un classico.

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Ilaria Santamaria

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