
Bonus famiglie 2026: il nuovo anno 2026 si apre con numerosi incentivi economici pensati per sostenere economicamente numerose famiglie. Un vero e proprio pacchetto articolato di sostegni economici dedicati alle famiglie italiane, pensati per accompagnare genitori e figli nelle diverse fasi della vita.
In questa guida facciamo chiarezza sui principali strumenti di supporto: Assegno Unico Universale, bonus mamme in busta paga, detrazioni fiscali e congedi parentali e tanto altro.
L’Assegno Unico Universale si conferma anche nel 2026 come il pilastro centrale delle politiche di sostegno alle famiglie con figli. La misura è universale, flessibile e legata all’ISEE, in modo da adattarsi alle diverse condizioni economiche.
L’assegno viene riconosciuto dal settimo mese di gravidanza e spetta fino al compimento dei 21 anni del figlio, purché sia fiscalmente a carico. Per i figli minorenni, l’importo mensile varia indicativamente da 204,4 euro per le famiglie con ISEE più basso fino a 58,5 euro per quelle con ISEE più elevato. Per i figli tra 18 e 21 anni, l’importo si riduce e oscilla tra 99,07 e 29,10 euro al mese.
Un’attenzione particolare è riservata ai figli con disabilità, per i quali l’assegno può essere riconosciuto anche oltre i 21 anni, garantendo un sostegno continuativo.
La domanda va presentata all’INPS, preferibilmente online. Fondamentale aggiornare ogni anno l’ISEE per non perdere parte dell’importo spettante.
Tra le misure più attese dei bonus famiglie 2026 c’è il bonus mamme in busta paga, che si articola in più strumenti a seconda della situazione lavorativa e familiare, può essere richiesto direttamente sul sito dell’INPS. La prima misura riguarda l’esonero contributivo per le lavoratrici madri dipendenti con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato: è prevista un’esenzione dei contributi previdenziali fino a 3.000 euro annui, valida fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un beneficio diretto che aumenta il netto in busta paga.
Accanto a questa misura, è previsto anche un bonus mamme lavoratrici 2026 pari a 60 euro al mese, riconosciuto su richiesta e nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa, come numero di figli e limiti reddituali. In entrambi i casi, l’obiettivo è sostenere l’occupazione femminile e valorizzare la maternità senza penalizzare il reddito.
Le detrazioni fiscali per figli a carico restano un importante strumento di risparmio, ma con un perimetro più definito. Dal 2025, e quindi anche nel 2026, la detrazione massima di 950 euro per figlio spetta solo per i figli dai 21 anni in su, salvo eccezioni legate alla disabilità. Per i figli più piccoli, infatti, il sostegno economico principale è rappresentato dall’Assegno Unico. Le detrazioni vengono applicate automaticamente in fase di dichiarazione dei redditi. È importante mantenere aggiornata la propria situazione familiare presso il datore di lavoro o il professionista che si occupa della dichiarazione.
Sul fronte della conciliazione tra lavoro e famiglia, i congedi parentali vengono rafforzati. I genitori possono usufruirne fino ai 14 anni di età del figlio. Tre mesi complessivi sono indennizzati all’80% della retribuzione, se utilizzati entro i 6 anni del bambino, mentre gli altri periodi seguono le percentuali ordinarie.
Resta inoltre confermato il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni lavorativi, segnale di una maggiore condivisione delle responsabilità familiari. La richiesta va presentata al proprio datore di lavoro e all’INPS, specificando il periodo desiderato e fornendo la documentazione necessaria. È consigliabile pianificare in anticipo l’utilizzo dei congedi per garantire una migliore organizzazione sia familiare che lavorativa.
Oltre alle misure principali, i bonus famiglie 2026 confermano e affiancano altri strumenti di supporto come:
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