Categorie: Sociale e Welfare

Pensioni 2026: cosa cambia e chi è più penalizzato

Pensioni 2026: Tutte le informazioni su età, contributivi, TFR e previdenza complementare

Pensioni 2026: La manovra 2026, approvata alla Camera dopo il via libera del Senato, porta con sé novità importanti sul fronte previdenziale. Il pacchetto pensioni 2026 non riscrive la riforma Fornero, ma interviene su strumenti già esistenti come finestre di uscita, rivalutazione degli assegni e, soprattutto, previdenza complementare.

Quota 103, opzione donna e ape sociale

Le misure sperimentali degli ultimi anni, Quota 103 e Opzione Donna, non verranno prorogate: chi non matura i requisiti entro il 2025 non potrà più beneficiarne.

L’Ape sociale, invece, è prorogata fino al 31 dicembre 2026, con accesso ai 63 anni e 5 mesi per categorie specifiche come disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori con mansioni gravose. Il costo stimato è di 170 milioni per il 2026.

Età pensionabile: incremento più morbido dal 2027

Dal 2027 l’aumento dell’età pensionabile legato alla speranza di vita sarà limitato a un solo mese, mentre la piena applicazione, con ulteriori due mesi, scatterà nel 2028. Di conseguenza, per la pensione di vecchiaia dal 2027 serviranno 67 anni e un mese di età e 20 anni di contributi; per quella anticipata 42 anni e 11 mesi di contributi, con finestre di attesa di tre mesi.

I lavoratori in attività gravose o usuranti sono esclusi dall’incremento.

Riscatto laurea e contributivi puri

Il riscatto di laurea resta attivo nel 2026: gli anni universitari possono essere trasformati in contributi, con pagamento in un’unica soluzione o rate fino a 120 mesi. Per chi è nel sistema contributivo puro, invece, diventano più difficili alcune vie di uscita, perché la rendita della previdenza complementare non potrà più essere sommata al requisito minimo di pensione.

Previdenza complementare e TFR: adesione automatica

Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti privati. Se non si sceglie entro 60 giorni, il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione collettivo. La norma prevede comunque la possibilità di rinunciare entro lo stesso termine.

Rivalutazione pensioni e importi minimi

Per tutti i pensionati, la legge di bilancio 2026 conferma la perequazione degli assegni: l’incremento provvisorio dal 1° gennaio 2026 è pari al +1,4%, con conguaglio l’anno successivo. La pensione minima sarà di 611,85 euro mensili, con calendario di pagamento confermato a gennaio.

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