
Tensioni in Governo per quanto concerne le diverse modifiche alla Legge di Bilancio, con particolare attenzione alla questione delle pensioni e al riscatto della laurea. Di seguito le nuove modifiche.
L’idea di base era che i primi tre anni universitari riscattati avrebbero avuto un valore ridotto, con un taglio progressivo che sarebbe arrivato a 30 mesi per chi avesse maturato i requisiti entro il 2035. In altre parole, il riscatto sarebbe stato meno vantaggioso, con una riduzione progressiva della durata del periodo considerato per il calcolo delle pensioni future. La proposta prevedeva che i tre anni di università riscattati contassero molto meno: a regime, su tre anni riscattati, solo sei mesi sarebbero stati utili per anticipare l’uscita dal lavoro. In pratica, il riscatto avrebbe perso gran parte del suo valore per chi puntava alla pensione anticipata. Questa ipotesi ha subito sollevato molte critiche e preoccupazioni, soprattutto da parte di chi aveva già riscattato la laurea o stava valutando di farlo.
Per chiarire la posizione del governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta assicurando: “nessuno he ha riscattato la laurea vedrà cambiata l’attuale situazione, qualsiasi modifica che dovesse intervenire varrà solo per il futuro. L’emendamento in questo senso dovrà essere corretto”.
Per capire se il riscatto della laurea convenga o meno, bisognerà prendere in considerazione diversi fattori: l’età in cui ci si è laureati e da quanto tempo è passato prima di iniziare a lavorare. Se si è iniziato a lavorare presto, ad esempio subito dopo il termine degli studi, il riscatto della laurea può essere molto vantaggioso, in quanto consente di accumulare anni utili per la pensione in un periodo relativamente breve. In questo caso, infatti, il riscatto può contribuire in modo significativo ad anticipare l’età pensionabile.
Al contrario, per chi inizia a lavorare “tardi”, cioè dopo i 30 anni, il riscatto della laurea potrebbe non essere altrettanto utile. In questi casi, l’operazione potrebbe non avere l’effetto sperato di ridurre l’età di uscita anticipata dal lavoro. Inoltre, bisogna considerare che il riscatto della laurea non garantisce sempre l’accesso alla pensione anticipata. Infatti, per poter beneficiare della pensione anticipata contributiva, bisogna soddisfare determinati requisiti di contribuzione, e non è detto che tutti i riscatto siano sufficienti a raggiungere la soglia necessaria. Pertanto, prima di decidere se riscattare gli anni di università, è importante fare una valutazione attenta, considerando l’età di inizio carriera e le prospettive di accumulo dei contributi.
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