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Test di Medicina, presentati 6 mila ricorsi: cosa succederà

Dopo il primo esame di Medicina, svoltosi il 20 novembre, sono stati presentati oltre 6 mila ricorsi da parte di UDU e "Medici senza filtri".

Presentati oltre 6 mila ricorsi da parte di UDU e “Medici senza filtri”! Ma dopo le irregolarità avvenuto durante il primo esame di medicina, tenutosi il 20 novembre, la Ministra Bernini respinge l’annullamento totale della prova, promettendo di sanzionare solo i singoli responsabili. Quella che era nata come una riforma per premiare il merito progressivo, si è invece trasformata in una realtà distorta, dove a ad avere la meglio sono stati i cosiddetti “furbetti”.

I ricorsi presentati

I dati stimano che circa un candidato su dieci sia pronto a intraprendere vie legali, e su una platea di 60.000 iscritti, sono quasi 6.000 gli studenti che hanno già avviato o stanno per avviare un ricorso.  Le ragioni sono ormai note a tutti: la violazione del principio di parità di trattamento. A sostenere gli studenti, guidando questa battaglia politica e legale, è l’Unione degli Universitari (UDU), che fin da subito si è schierata, prendendo una posizione chiara contro le irregolarità emerse.  Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’associazione, ha denunciato con parole dure quanto accaduto: “di fronte alle irregolarità non possiamo stare a guardare!”. L’UDU ha documentato episodi specifici e inquietanti: “plichi aperti in anticipo” rispetto all’orario ufficiale, “prove circolate online” in tempo reale e una sistematica “violazione dell’anonimato”, questo quanto riportato da Orizzonte Scuola.

Le proposte merse dai comitati

Accanto all’Unione degli Universitari (UDU), scende in campo con determinazione anche il comitato “Medici senza filtri”, supportato dallo studio legale Leone-Fell & C., che ha già raccolto migliaia di adesioni. Del comitato sono chiari: denunciare centinaia di testimonianze sull’utilizzo di dispositivi elettronici durante la sede d’esame. La richiesta presenta due scenari possibili: annullare la prova di novembre per ripeterla in condizioni di vera sicurezza, permettere agli studenti di scegliere il voto migliore tra le due sessioni d’esame. Attualmente, infatti, il regolamento impone di scartare il primo risultato prima di tentare il secondo.

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