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Autostrada PA-CT: operai lavorano al caldo rovente nonostante l’ordinanza della Regione

Nonostante l’allerta meteo e l’ordinanza regionale, i lavori procedono. Sindacati: “Pubblica utilità non giustifica questi rischi”

La Repubblica segnala condizioni critiche per i lavoratori nel tratto autostradale di Bagheria, con temperature percepite oltre i 40 gradi.

Lavori in corso sull’A19, tra sole cocente e malumori sindacali

Nonostante l’ordinanza del presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, che vieta il lavoro all’aperto dalle 12:30 alle 16 nei giorni con temperature estreme, i lavori lungo lo svincolo di Bagheria sull’autostrada A19 continuano senza sosta. Come riportato da La Repubblica, ieri, in piena allerta da “bollino rosso” per caldo estremo, gli operai della ditta “Lavori&Costruzioni” di Alcamo erano regolarmente al lavoro. La temperatura percepita superava i 40 gradi e nessuna zona d’ombra era presente lungo i 600 metri di cantiere.

Il tratto, teatro di forti rallentamenti nelle ultime settimane, è considerato strategico per la viabilità e rientra tra le opere “di pubblica utilità”, quindi escluso dal divieto previsto per l’edilizia privata e altri settori.

Pubblica utilità o rischio per la salute?

«Il nostro è un cantiere di pubblica utilità, ci siamo informati: dobbiamo andare avanti nonostante il caldo», spiega uno dei responsabili della ditta appaltatrice. L’obiettivo, afferma, è concludere i lavori entro venerdì, salvo complicazioni, per poi riprenderli a settembre.

La norma regionale, infatti, esclude espressamente dal blocco “le pubbliche amministrazioni e i concessionari di pubblico servizio in caso di interventi urgenti o di pubblica utilità”. La deroga però non convince tutti. I sindacati, in particolare la Fillea Cgil, attaccano duramente: «Non può esserci pubblica utilità che giustifichi la messa a rischio della salute dei lavoratori. Se non si fermeranno, chiederemo l’intervento delle forze dell’ordine», avverte Piero Ceraulo.

Lavoratori esposti al caldo senza tutele adeguate

Nel reportage di La Repubblica, viene descritto un ambiente di lavoro estremo, dove operai di ogni età , dal più giovane sui trent’anni al più anziano, oltre i sessanta, erano esposti al sole cocente con equipaggiamento minimo: alcuni senza casco per il caldo, altri con semplici cappellini a visiera per proteggersi dal sole.

Nessuna protezione strutturale o area ombreggiata. Le condizioni sollevano preoccupazioni crescenti sul rispetto della sicurezza nei cantieri pubblici in estate.

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