
Una banda criminale che da mesi imperversava nei comuni della provincia etnea è stata smantellata dai Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania, coordinati dalla Procura di Catania. L’operazione, denominata “Curriculum”, ha portato all’arresto di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di numerosi reati contro il patrimonio, tra cui furti in abitazione, tentati furti, furti d’auto e ricettazione.
In carcere sono finiti Roberto Caponetto, 42 anni, e Biagio Luca Capone, 35 anni. Ai domiciliari con braccialetto elettronico i complici Alessandro Gino Costantino, 47 anni, e Francesco Provenzano, 31 anni. I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania
L’indagine ha preso avvio nel marzo 2024, con un tentato furto a Belpasso: Caponetto, armato di tenaglia, avrebbe cercato di forzare la porta di un garage, per poi fuggire dopo essersi accorto della presenza di telecamere. Nei mesi successivi, grazie all’analisi dei filmati di videosorveglianza e a indagini mirate, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire una fitta rete di colpi messi a segno tra Belpasso, Gravina di Catania, San Giovanni la Punta, Mascalucia, Trecastagni, Aci Sant’Antonio, Motta Sant’Anastasia e San Pietro Clarenza.
Gli indagati agivano in modo metodico e coordinato: sopralluoghi nelle ore precedenti, verifica della presenza degli abitanti tramite citofono, e infine l’effrazione, spesso attraverso porte-finestre o garage. In più occasioni, uno dei membri svolgeva il ruolo di “palo”, pronto ad avvertire i complici in caso di movimenti sospetti.
Tra i colpi documentati dai militari figurano furti in villette e appartamenti, con bottini fino a diverse centinaia di euro tra oggetti di valore, biciclette e strumenti di lavoro. Alcuni furti non sono andati a segno solo grazie alla prontezza delle vittime o all’intervento di vicini di casa.
Oltre ai furti in abitazione, la banda si era dedicata anche al furto e alla ricettazione di autovetture. In particolare, a giugno 2024 è stata ritrovata una Citroen C3 rubata nell’ottobre precedente e nascosta in una zona isolata di San Giovanni la Punta. Pochi giorni dopo, Capone avrebbe rubato anche una Fiat Bravo a Motta Sant’Anastasia, poi ritrovata a Librino.
Dopo l’arresto di Caponetto, Capone avrebbe cercato di riorganizzare la banda coinvolgendo nuovi complici, tra cui Provenzano. Anche in questa nuova formazione, però, i furti non sono andati a buon fine grazie al pronto intervento delle vittime e alla sorveglianza dei residenti
A conclusione dell’attività investigativa, sono stati contestati:
3 furti in abitazione consumati,
4 tentati furti in abitazione,
1 furto d’auto,
1 ricettazione.
I proventi complessivi delle attività illecite ammonterebbero a diverse migliaia di euro. L’indagine ha evidenziato la professionalità e la sistematicità dell’agire criminale della banda, ora smantellata grazie al lavoro dei Carabinieri.
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