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Catania, pista ciclabile: pochi minuti di pioggia per allagarsi

A Catania, basta qualche goccia di pioggia per allagare la pista ciclabile. Tra avvallamenti e scarsa sicurezza, il progetto si rivela un disastro.

Sembrava potersi dire concluso l’elenco delle criticità della nuova pista ciclopedonale che collega il centro della città di Catania alla Plaia. Al già lungo elenco di problemi, come la totale mancanza di segnaletica, la pericolosa interruzione sul lato opposto del mare e l’uso della resina come materiale, si aggiunge ora una nuova, inaccettabile criticità: l‘allagamento in alcuni tratti. Il progetto sembra fare acqua da tutte le parti!

Sono infatti bastati pochi minuti fi pioggia, durante la giornata di domenica 8 dicembre, per far allagare la pista.

Un pericolo dopo l’altro

Gli avvallamenti pieni d’acqua si sono registrati, a seguito delle più recenti precipitazioni, in particolar modo nella zona del Faro, dove è possibile notare anche la perdita del colore nel tratto rosso della pista, a causa dell’acqua che, non avendo possibilità alcuna di defluire via, finisce col depositarsi. Gli allagamenti, che rappresentano senz’altro una grande difficoltà con cui dovranno scontrarsi biciclette, pedoni e monopattini, hanno interessato anche alcuni tratti degli attraversamenti, dove l’asfalto non è stato precedentemente rifatto.

Una pista impraticabile

Eppure, il progetto continua a non rispettare le più elementari misure di sicurezza. Ad esempio nella zona più vicina al Duomo si rileva la mancanza di adeguati dispositivi (come ad esempio dei semplici paletti) che segnalino il percorso, proteggendolo dai veicoli, oltre che l’inattività dei semafori necessari per garantire la sicurezza degli attraversamenti, pedonali e ciclabili. È impensabile che in una città come Catania non si prendano in considerazione queste banalissime necessità.

Ma il peggio arriva nella zona finale della pista, dove il percorso si interrompe bruscamente sul lato opposto del mare. In questa zona, infatti, il percorso si interrompe bruscamente sul lato opposto del mare, impedendo l’uso continuativo e la prosecuzione dello stesso.

Anche la scelta del materiale impiegato si è rivelata tutt’altro che opportuna. La resina, infatti, è stata posata, senza sistemare preliminarmente l’asfalto sottostante. Il risultato, lungi dall’essere sinonimo di sicurezza. Una superfice irregolare , senza alcun tipo di sicurezza.

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