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Sciopero medici 20 novembre: a rischio visite ed esami

Sciopero medici 20 novembre: stop a interventi, visite, ed esami per 24 ore per protestare e "restituire valore al lavoro".

Sciopero medici 20 novembre, sarà una giornata delicata per il sistema sanitario nazionale: medici, infermieri, veterinari, dirigenti sanitari e, in generale, tutto il personale del SSN, scenderanno in piazza  per protestare, dalle 12 alle 14, in piazza Santi Apostoli, a Roma, e fermeranno la loro attività per le prossime 24 ore. La manifestazione sarà un grido di allarme per il collasso del nostro sistema sanitario.

Sciopero medici 20 novembre: le adesioni

Secondo le prime informazioni, si può già affermare un’elevata percentuale di adesione allo sciopero, fino all’85%, come comunicato dai 3 leader dei sindacati che hanno proclamato la giornata di manifestazione: Pierino Di Silverio, segretario Anaao Assomed, Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed, e Antonio De Palma, presidente Nursing Up. I leader sottolineano: “E’ un segnale importante che dovrebbe far riflettere sulle condizioni di lavoro inaccettabili negli ospedali di tutta Italia e sulla condivisione delle ragioni della protesta da parte dei colleghi”

Sciopero medici 20 novembre: rimangono attivi i servizi d’urgenza

Potrà aderire allo sciopero tutto il personale sanitario con contratto a tempo determinato o indeterminato presso le aziende pubbliche e private che intrattengono un rapporto di convenzione e/o accreditamento con il SSN. “Sono circa 1,2 milioni le prestazioni sanitarie che potrebbero saltare per lo sciopero, compresi gli esami di laboratorio, gli interventi chirurgici (circa 15mila quelli programmati che potrebbero essere rinviati), le visite specialistiche (100 mila), i servizi assistenziali e le prestazioni infermieristiche ed ostetriche , anche a domicilio, e gli esami radiografici (50mila). Saranno garantite in ogni caso le prestazioni d’urgenza – assicurano i sindacati.

Sciopero medici 20 novembre: le motivazioni della protesta

Le principali motivazioni della protesta, come riportato dai sindacati, sono le seguenti:

  • Finanziamenti insufficienti per i contratti di lavoro, compresi quelli dell’ospedalità privata.
  • Mancata detassazione di una parte della retribuzione.
  • Normativa incompleta sulla depenalizzazione dell’atto medico e sanitario.
  • Incremento esiguo e tardivo dell’indennità di specificità infermieristica, senza estensione alle ostetriche.
  • Assenza di risorse per l’assunzione immediata di personale.
  • Mancata creazione di presidi di sicurezza negli ospedali per proteggere il personale.
  • Mancata riforma delle cure ospedaliere e territoriali.
  • Specializzandi non contrattualizzati e senza retribuzione adeguata per l’area non medica.
  • Esclusione delle professioni assistenziali dai lavori usuranti e dai relativi benefici di legge.
  • Nessuna norma per sospendere l’Accordo Stato-Regioni sull’assistente infermiere.
  • Mancate disposizioni per abolire il vincolo di esclusività per infermieri e professionisti sanitari (legge 43/2006).

Inoltre, le motivazioni più profonde, riguardano:

  • la perdita di dignità e valore del lavoro, per cui i professionisti sanitari chiedono il rispetto dei loro contratti, piani straordinari di assunzioni e defiscalizzazione delle indennità di specificità.
  • la fuga in massa dei giovani all’estero, costretti ad andare via a causa delle condizioni di lavoro inaccettabili
  • crisi del sistema che porta a cercare personale sanitario in altri paesi per sopperire alla carenza

Infine, i sindacati sottolineano che non si tratta solo di rivendicazioni economiche, ma di un appello a migliorare il sistema sanitario e le condizioni lavorative che, se non verrà preso in considerazione in maniera concreta del governo, potrebbe protrarre la protesta in atto, ben oltre il 20 novembre.

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