È allarme idrico in Sicilia: acqua razionata e raccolti a rischio per l'isola, una scarsità che non si registrava da oltre dieci anni.

In Sicilia, l’attuale emergenza siccità rappresenta la terza crisi idrica più grave mai registrata, con livelli di scarsità d’acqua non visti da oltre dieci anni. A inizio febbraio, il governo regionale ha dichiarato lo stato di calamità naturale da siccità severa sull’intero territorio, diventando l’unica regione italiana in zona rossa per carenza idrica. Questa situazione ha impatti significativi sull’agricoltura, con rischi di ridotta produzione di grano e frutta.
Il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta, è stato nominato commissario per gestire l’emergenza. Tra i compiti assegnati ci sono la semplificazione delle procedure, il sostegno alle spese per la transumanza e l’esenzione dei pagamenti dei canoni d’affitto per le superfici a pascolo pubblico. Inoltre, sono stati stanziati 5 milioni di euro per contributi alle aziende agricole per l’acquisto di foraggio e l’approvvigionamento idrico.
La situazione critica è evidenziata anche dal livello dell’acqua nei laghi. In particolare nel lago di Rosamarina, vicino a Palermo, dove si è registrata una drastica diminuzione a causa delle scarse precipitazioni. La crisi idrica in Sicilia non è solo attribuibile a fattori climatici, ma anche alla gestione inadeguata delle risorse idriche.
“I consorzi di gestione delle acque in Sicilia, le uniche organizzazioni responsabili della gestione dell’acqua a fini irrigui, sono commissariati da oltre trenta anni. Per tre decenni, la Regione è stata priva di un’adeguata struttura di gestione, senza nuovi progetti, e la manutenzione non è stata effettuata in modo adeguato“, queste le parole di Massimo Gargano, direttore Anbi.
Le autorità locali stanno affrontando una situazione critica, con il razionamento obbligatorio dell’acqua potabile che coinvolgerà quasi tutta la regione. Infatti, saranno interessati dal razionamento circa 850.000 residenti in più di 93 comuni. Senza interventi tempestivi, si rischia una grave carenza idrica che potrebbe colpire significativamente la popolazione nei prossimi mesi.
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