Sulla questione rifiuti nella città di Catania è sceso in campo il sindaco Trantino, lanciando un messaggio alla comunità dai suoi profili social.

Immagine di repertorio
A sporcarsi le mani sull’annosa questione rifiuti, che sembra ormai attanagliare sempre più Catania, è sceso in campo proprio il sindaco Enrico Trantino il quale, nelle ultime ore, ha voluto inviare un messaggio ai cittadini e agli esercenti di varie zone della città.
“[…] In pieno centro storico, in via Mancini, a pochi metri da piazza Manganelli, questa mattina ho trovato questo scempio”, ha scritto il primo cittadino sulla sua pagina social, postando anche la foto di una “micro-discarica“. Trantino, snocciolando la problematica, ha poi aggiunto: “dai sacchi nelle immagini si capisce che si tratta di rifiuti provenienti da esercizi pubblici. Questa mattina mi sono dotato di guanti e con l’incaricata della Gema ci siamo messi a rovistare per trovare scontrini e altri reperti che consentissero di identificare la fonte del conferimento e contravvenzionarli”.
“I vigili sono troppo pochi e i rinforzi da me chiesti al Governo, ove autorizzati, implicano concorsi che richiederanno del tempo per rinforzare l’organico. Nel frattempo chi mi accusa (o insulta) si è sempre ben guardato dal proporre soluzioni (io ne sto considerando alcune che spero di lanciare a breve)“.
Da qui, in questo sfogo sui social, il sindaco si rivolge direttamente agli esercenti delle attività commerciali, scrivendo: “cosa li spinge a creare le peggiori condizioni di degrado, fotografate dai turisti e diffusi sui social, che danneggiano la reputazione di Catania. Esiste un minimo di buon senso, cultura imprenditoriale, spirito manageriale? Non dico rispetto per la città, ma almeno per le proprie tasche…”
A conclusione di una lettera aperta e amara alla comunità catanese, il sindaco poi annuncia: “Io, però, non ho intenzione di arrendermi e continuo a lavorare, sapendo che il processo di cambiamento è inevitabilmente laborioso. So, però, che sempre più cittadini stanno cogliendo il desiderio di un nuovo corso; e quel che li accomuna a me non è il credo politico (molti sono sideralmente distanti), ma l’insaziabile amore per Catania“.
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